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Quanta violenza, mancanza di grazia e intelligenza ogni giorno in giro,
ferocia inutile da animale stupido.
Negli anni ho perso la voglia di aggredire lasciando morti per terra schiumanti di sangue,
non per vigliaccheria ma per stanchezza.
Solo luccicante libertà,
immodesta consapevolezza di diversità
rende la vita splendida giostra
Oggi uccido con due spallucce e un sorriso.
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Un momento che tutto capita quando non dovrebbe
un momento che vivremo nel terrore che ci rubino l’argenteria è più prosa che poesia…
Un momento che il mio cuore non è abbastanza grande per tutto questo…
Un momento che stò per decidere e che spero continui per sempre…
Un momento che il sonno è simpatico amico lontano straniero….
Cammino sempre con almeno tre libri dietro anche se vado al lavoro o in esselunga la mia coperta, mi serve a ricordare quanta libertà c’è nella mia testa quanto è forte la voglia di vivere se non ci sono vincoli.
Il peso della libertà nella mie tasche mi tranquilizza è li a portata di mano.
Dedico a questa giornata una poesia del mio vate…
“Il sogno di un uomo è una puttana con un dente d’oro e il reggicalze,
profumata con ciglia finte
rimmel
orecchini
mutandine rosa
l’alito che sa di salame
tacchi alti
calze con una piccolissima smagliatura
sul polpaccio sinistro,
un po’ grassa,
un po’ sbronza,
un po’ sciocca e un po’ matta
che non racconta barzellette sconce
e ha tre verruche sulla schiena
e finge di apprezzare la musica sinfonica
e che si ferma una settimana
solo una settimana
e lava i piatti e fa da mangiare
e scopa e fa i pompini
e lava il pavimento della cucina
e non mostra le foto dei suoi figli
né parla del marito o ex-marito
di dove è andata a scuola o dov’è nata
o perché l’ultima volta è finita in prigione
o di chi è innamorata,
si ferma solo una settimana
solo una settimana
e fa quello che deve fare
poi se ne va e non torna più indietro
a prendere l’orecchino che ha dimenticato sul comò.” C. BUCOSKY
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Tutti indaffarati a chiudere trolley impossibili,
perfetti nelle loro geometrie interne con il solo scopo di fare entrare nelle cappelliere (che come dice il nome sono fatte per i cappelli) tutto il necessario per la mini vacanza, dallo slittino del bambino ad un set completo di biancheria intima di lei, perché: “è la volta buona che quel cazzo moscio di mio marito mi da due botte”.
Trolley perfetti per risparmiare il tempo di imbarcare i bagagli, la vacanza è breve, è ponte non si possono perdere nemmeno dieci minuti ad aspettare i bagagli.
Trolley dal peso specifico del mercurio, trolley che se per caso il finto sbirro del chek-in ti chiede di aprire sei fottuto: hai perso l’aereo e il tuo cazzo di ponte.
Pronti per le tangenziali le code in autogrill per un panino che a casa non mangeresti nemmeno sotto tortura, per un treno fetido, un nave un sommergibile o qualsiasi altra cosa.
Io no, io che vengo da un periodo, in cui dormo nei ritagli di tempo, (come fosse un hobby di cui ti frega poco), lavoro più o meno come tutti gli esseri umani, nuoto corro e vado in bici come un atleta semi professionista, ed ho una vita sociale da Vladimir Lussuria (prima che entrasse in parlamento), No io no, preferisco non partecipare all’ennesima corsa dei cavalli tutti pronti al via ben imbrigliati e con un uomo che non conosci nemmeno che ti cavalca e ti da calci nei fianchi per farti andare più veloce.
Io parte delle mie briglie le ho rotte, il fantino disarcionato con grazia, non avevo nessuno che mi obbligasse ad andare da nessuna parte.
Vado in vacanza, prendo ferie si ma resto a casa, mi aspettano 5 giorni di città vuota di telefono sveglia e campanelli muti.
Resto a casa dopo un periodo in cui ho preferito addormentarmi vicino la porta, (il che di per se è inquietante se penso che mi sono indebitato per i prox 25 anni per comprare una casa in cui tendo a stare il meno possibile). Il mio sonno in questo periodo tecnicamente è più uno svenimento che altro, a fine giornata, in genere fra le tre e le quattro di mattina, mollo fatto di lavoro, di alcol, di sport, e se mi è andata bene di vita, ed è sonno che non da riposo sonno vicino alla porta in una casa larga otto passi e mezzo.
Rimango a casa, penso al futuro che non è più quello di una volta, penso come scappare, faccio le cose che mi fanno bene, vado in bici a mezzogiorno senza fretta, senza faticare più di tanto, quella fatica che ti serve per purificarti dalle tossine di alcol hasch bile e quant’altro dentro te per lenire lo stress di una vita di plastica.
Non è l’esercizio fisico fatto perché gli anni passano e ti senti un condannato a morte, pratica quasi yoga che mi serve ad eliminare l’agitazione emozionale, a ristabilire un equilibrio dei flussi energetici sconvolti dalle mie storie passate remote, imperfette, future semplici, future anteriori e da tutto il resto.
Vado a fare colazione al bar, faccio la spesa e preparo pranzi e cene come se fosse Natale, o se non c’ho voglia mangio un kebab sotto casa, vado a ballare fino all’alba facendomi di anfetamine o rimango a casa a guardare bruno vespa stordito da vino e canne (l’unico modo di riuscire a sentirlo) o anche un the e un libro.
Libertà decido da solo non prendo appuntamenti, non ci sono amici che mi aspettano per fare gruppo, ne donne che vogliono levate le mutande…magari qualche amico che vuole levate le mutande, ma quello si gestisce.
Ho finalmente la possibilità di svegliarmi la mattina e rimanere in silenzio, non toccare nulla, non accendere musica incensi tv o quant’altro… semplicemente guardare gli oggetti in silenzio come se non ci fossi, soffermarti sulla luce che riflettono le loro forme le loro ombre le emozioni che trasmettono le forme inermi. Questo forse si mi riesce a far capire ancora la differenza fra esistere e non.
Insomma mi prendo il tempo di ascoltare un po’ il mio cervello e la mia anima non di lottarci contro e perdere, come faccio ogni santo giorno.
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Chissà perché pensiamo che le ultime che abbiamo scritto pensato o letto siano sempre le più interessanti le più profonde, forse perché è nella natura dell’essere umano avere la convinzione di migliorare con il tempo.
Contrariamante non avremmo nessun motivo per continuare ad invecchiare, di per se la vecchiaia è una merda, non avrebbe senso viverla.
In realtà rileggendo alcune cose scritte lette o trascritte anni fa ho tristemente realizzato di non aver fatto molta strada come essere umano, anzi l’unica cosa che è effettivamente cambiata è che ho disimparato a scrivere a mano grazie al malefico oggetto che mi trovo davanti e su cui sto allegramente picchettando questa domenica pomeriggio.
Trascrivo a seguire alcuni pezzi miei (i peggiori) altri tratti da libri che a quell’epoca mi avevano impressionato, in un orrendo miscuglio di sacro e profano.
“Un giorno o una notte, trai i miei giorni e le mie notti che differenza c’è ? Sognai che sul pavimento del carcere c’era un granellino di sabbia. Mi riaddormentai, indifferente, sognai che mi destai e che i granelli di sabbia erano due. Mi riaddormentai , sognai che i granelli di sabbia erano tre.Si andarono così moltiplicando fino a colmare il carcere. Io morivo sotto quell’emisfero di sabbia. Compresi che stavo sognando con un grande sforzo mi destai. Fu inutile; l’innumerevole quantità di sabbia mi soffocava. Qualcuno mi disse . Non ti sei destato dalla veglia ma da un sogno precedente. Questo sogno è dentro un altro e così all’infinito, che è il numero dei granelli di sabbia. La strada che dovrai percorrere all’indietro è interminabile e morrai prima di esserti veramente destato.”
J.L. Borges
“Alla fine dell’estate avevo necessità di 4 ore da sobrio passate di seguito a casa per riuscire ad accendere la caldaia (con il fuoco non si scherza…una delle poche cose che mi hanno insegnato da piccolo), sono riuscito ad accendere i riscaldamento a Novembre.”
“non ricordo se ho iniziato a dimenticare perché bevevo oppure ho iniziato a bere per dimenticare, so solo che sto vivendo una vita che non ricordo di desiderare”
Dal film “Via da Las Vegas”
“Forse sono morto, oppure sono nato e non mi sono accorto, non c’è più mattina non c’è più la sera , non c’è nemmeno più la voglia di stare bene”
D. Silvestri
“Bisogna diffidare delle persone che rifiutano la conversazione conviviale il vino e le belle donne.”
M. Bulgakof
“Attaccarsi alla vita come un rampicante alle sbarre di una cancellata”
“ogni cosa ha un fine, ogni sentimento ogni emozione, è tranquillizzante è orrendo al tempo stesso che sia così”
“Ti chiederai perché,
perché i sogni aiutano a sopravvivere,
perché il tuo affetto è un magnifico compromesso,
perché donarti una mattina di buon umore è ancora per me un gesto che mi fa stare bene,
perché tu non lo ricorderai ma ogni promessa è debito”
“Quando una trota attirata dalla mosca abbocca all’amo e si scopre incapace di nuotare, comincia a dibattersi e guizzare fra gli spruzzi e a volte riesce a fuggire.
Spesso si intende soccombe alla sorte ineluttabile. Nello stesso modo l’essere umano si impegna nella lotta contro le circostanze ambientali, con glia ami cui resta agganciato.
A volte sormonta le difficoltà, a volte ne viene sopraffatto, Il mondo non vede altro che il suo lottare e naturalmente lo fraintende.
Il pesce libero stenta a capire ciò che sta succedendo al pesce preso all’amo”
K.A. Menninger
“L’amicizia non è altro che condividere pregiudizi comuni maturati da esperienze simili”
C. Bucosky
“Bisognerebbe trovare il massimo comune divisore del valore umano, la molecola che permette di fare divisioni senza resto fra tutte le parti dell’umanità, forse in questo modo si riuscirebbe a metterci tutti d’accordo.”
“Un po’ di tempo fa mi sono trovato di fronte ad una scelta nella mia vita :essere un piccolo pesce in un grande mare, o un grande pesce in un piccolo mare, scelsi per il mare grande, ma dopo un po’ mi accorsi che a Milano il mare non c’è..”
“Nulla da scrivere nulla da pensare nulla nel cervello nulla nell’anima…”
“Eppure certi giorni quella voglia di scappare di distruggere, quella consapevolezza di sapere che stai sprecando la tua vita almeno che non ti capiti un colpo di culo, ritorna, ritorna forte senza chiedere permesso, senza bussare, senza portare il dolce.
Arriva scippa via i tasselli su cui contavi di appendere il tuo puzzle che faticosamente stai cercando di mettere insieme, mentre eri arrivato alla cornice, componendo pezzi dal lato dritto che faticosamente avevi trovato nell’immensa scatola fra centinaia di altri.Meno male mi viene da pensare ogni tanto…probabilmente alla fine l’immagine del puzzle, una volta completa, non ti sarebbe piaciuta, ma saresti stato costretto ad appenderlo se non altro per tutto il tempo che avevi impiegato a farlo.”
“Eppure sono sicuro di me, sono sicuro di essere un uomo a metà, ne un genio ne uno stupido. So pure che nella mia vita non sono stato particolarmente sfortunato,
ma so anche che tutta la sfiga che mi è capitata si è sempre concentrata in pochi periodi, due tre, ma cruciali, forse per questo alcuni effetti che certi periodi hanno avuto nel mio modo di essere , non riuscirò mai a digerirli.Chissà perché questi pensieri oggi, forse perché oggi a Milano c’è il cielo.”
“Realtà tanto noiosa, così banale, fatta dagli stessi colori, stesse emozioni, musica storie. L’unico modo forse è filtrare la percezione della stessa realtà , che solamente in questo modo inizia a diventare interessante insolita, le luci deformate, i suoni che si sentono nella loro pienezza fino a farti sentire un brivido nella schiena, l’amore che diventa rosso.
Forse è l’unico modo rimasto per vivere una vita interessante.”
“Quando tua madre si dimentica di te involontariamente perdi una parte del tuo passato”
“Non vi è religione orientale nella quale, di norma, una fanciulla vergine non metta al mondo una qualche divinità. E i Cristiani senza escogitare nulla di nuovo hanno creato alla stessa maniera il loro Gesù che in realtà non ha mai fatto parte del mondo dei vivi.”
M. Bulgakof
“In certi momenti mi sembra di avere tutto sotto controllo, ma la sensazione invece di gratificarmi mi deprime, forse perché non mi piace ciò che controllo, la direzione nella quale sta andando la mia vita.”
“Prima di conoscere mio nipote non pensavo che valesse la pena, Avana a parte, farsi entrare qualcosa dentro che fosse invecchiato meno di tre anni.”
“Per quanto possa fare ho sempre la sensazione di non avere i soldi per salire sul treno giusto, forse perché in fin dei conti il viaggio l’ho già fatto sono semplicemente arrivato in un posto che non mi piace.”
“I muri sono i quaderni dei pazzi”
Chimo
“Nella vita non esistono fatti oggettivamente dolorosi piacevoli, tutto dipende dall’importanza che viene attribuita ai diversi accadimenti.Importanza fortemente correlata ai nostri valori, culture, esperienze pregiudizi.”
“La passione è quanto di meglio sappiamo fare noi esseri umani civilizzati”
P. Mc Grath
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Premessa
Citerò nelle considerazioni che seguono diverse esperienze su diversi tipi di droghe, mi premeva puntualizzare che trattasi di creazioni della fantasia volte a informare e sull’uso di sostanze dannose e illegali, ogni riferimento all’utilizzo di sostanze non legali non trova riscontro con fatti realmente accaduti o persone realmente esistite e che il sottoscritto non ha mai fatto uso di alcuna sostanza illegale….(sembra credibile ?)
Ah eccolo il mio argomento preferito…DROGA, DROGA, DROGA,
lo scriverei ad alta voce se si potesse fare, al contrario della morale comune che vuole inserirla fra le parole con contenuti mostruosi, da pronunciare poco sottovoce e con tono grave e solenne, come le parole pedofilia o bestemmia.
Piaga della società vuole la morale comune, piaga e salvezza asseconda dei casi, per la mia morale che tutto è tranne che comune.
Nella morale comune il mondo si divide in due parti, quelli che ne fanno uso “addicted” e i puri. Io come al solito sono fra gli indecisi mi serve mi è utile certe sere per dormire, certe sere per ballare altre semplicemente per godere.
Ma quello che la morale comune cerca di nascondere che fra quelli che si uccidono di droga e quelli che non si fanno nemmeno un bicchiere di vino rosso con il cotechino, esiste tutto un mondo di indecisi saltuari pentiti del lunedì mattina….Quello di farsi è un bisogno ancestrale, dai maya agli aborigeni la storia è piena di pratiche è nella natura dell’uomo cercare di migliorarsi di essere altro diverso.
E’ nella natura dell’uomo cercare l’alterazione delle percezioni non è un caso. Basti pensare che applicazione ci vuole per fare la più semplice e diffuse delle droghe conosciute (ma sempre evergreen)…devi prendere l’uva, schiacciarla prenderne una parte filtrarla, chiuderla in una botte farla invecchiare per un periodo che va da uno a 14 anni e dopo un po’ finalmente ne puoi fare uso.
Chiaramente non può essere un caso che tante droghe siano state create, sarebbe come dire che Cristoforo Colombo ha scoperto l’America perché era andato a fare un giro in canotto, è chiaramente un istinto che nasce da un bisogno, fa parte di noi.
L’uomo ha bisogno di evolversi di studiare di migliorarsi di sperimentare, è nella sua natura, ogni tanto si incarta è vero e crea sovrastrutture sociali inutili, ma l’istinto rimane, quello che fa accendere la prima sigaretta quello che fa rullare la prima canna.
E’ vero c’è gente che si distrugge con la droga, ma se uno vuole distruggersi ci riesce anche con la salvia, (io ne so qualcosa). Quindi più che soffermare l’attenzione sul fatto o meno che si assumano droghe, il focus del discorso andrebbe spostato sul perché, se è istinto di sperimentazione di scoperta insomma praticamente gioia di vivere o invece per scappare da una realtà che non ci piace per risolvere problemi senza soluzione.
In un caso è una goduria totale, pericolosa certo, (ma di qualcosa di deve pur morire) è ed in termini statistici rischiamo molto di più nel prendere la solita curva veloce sulla via di casa che prendendo una micro punta (meglio non farlo insieme), è un mondo gaio allegro è droga felice, so che questa “morale del tossico” può far sorridere, ma chi si mette in posizione di superiorità normalmente è chi ritiene di non poter sbagliare, e dalle mie parti solo una categoria ha sempre ragione.
Poi c’è tutta quella parte del mondo la stragrande maggioranza che si droga per evadere lo fa a suo modo, uccidendosi di fatica in una palestra o in piscina, andando a puttane, drogandosi di mdma, lsd, salvia, cocaina, speed, popper, (potrei continuare per pagine) vivendo altre vite leggendo milioni di libri, guardando la tv come un ossesso.
Io non guardo la televisione.
Ognuno ha il suo modo e il suo motivo, ma quasi tutti abbiamo bisogno di evadere qualcosa ricchi, poveri, orfani, gay, etero, gatti.
Si dice che quando ti droghi per fuggire da qualcosa da qualcuno perché sei infelice rischi di stare peggio. In realtà per combattere la depressione e tutte le malattie della mente si utilizzano le stesse sostanze che vengono additate come dannose e letali per i sani, quindi è chiaro che c’è qualcosa che non funziona, la morale che riesco a desumerne è che quando non stai bene per drogarsi ci vuole un medico che ti dica come fare, non è risibile ?
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Mi sono innamorato tante volte nella mia vita, o forse mai, anche se queste frasi a finto effetto mi fanno un po’ cacare.
Diciamo che spesse volte mi sono trovato in situazioni in diversi modi emotivamente molto impegnative, che mi hanno causato fatica impegno dolore felicità.
So che dall’alto della mie numerose ma finite esperienze dalla prima volta con un angelo riccio, a ieri con la mia mano destra ho fatto molta strada, esperienze che non serivite a risolvere nella mia mente un caos totale.
Non possiedo una definizione, una ricetta come quella del classico amico stabile che la sa più lunga.
Lo stesso amico che per adesso sembra essere più tranquillo di un opossum, ma che fra dieci anni passerà tutti i sabato pomeriggio nel sedile posteriore della sua giardinetta turbo diesel nel parcheggio di un impianto sportivo, a masturbarsi con l’editoriale per teenager del figlio fra le mani, aspettando che finisca l’allenamento di calcetto.
L’amore è sesso è caos è continua indecisione (almeno in età riproduttiva) fra il sapore è l’eccittazione di una nuova conquista, scoprire forme, gemiti, profumi, sapori di una persona che non ti appartiene, e la sicurezza la tranquillità di una carne conosciuta di un pigiama non tuo sotto il cuscino.
Non so tanta confusione, forse quelle necessità contemporane e schizzofreniche sono solamente conseguenze del nostro istinto di riproduzione inquinato da tutte le sovratture socio cattoliche che ci impongono valori tipo famiglia, sicurezza e tranquillità.
Non saprei, non so, io al momento che ho rinunciato ad una delle due sicurezze e ho soddisfatto l’altro dei due bisogni ovviamente mi sento a disagio.
Per me per adesso la decisione è la solitudine, sicuramente la libertà totale è una droga che crea più assuefazione dell’eroina, e dopo aver calpestato diverse persone, essermi fatto calpestare a mia volta, l’equilibrio più accettabile che ho trovato è l’assenza di equilibrio, lasciarsi cullare dalle onde degli eventi fino a quando non ti rendi conto che in un senso o nell’altro corrì il rischio di andare a finire contro gli scogli, in quel caso tirare fuori i remi andare al largo in modo da cercare altri orizzonti goderti la distesa azzura la totale possibilità di andare da qualsiasi parte sapendo di essere al tempo stesso naufrago e comandante.
Per me tutto il resto la famiglia il benessere la sicurezza di una donna, non ha niente a che fare con la parola passione (se non nella sua accezione di fatica e dolore).
Amore duri poco o tanto è la paura di perdere una donna è un sentimento che se non riesci ad esprimerlo ti far star male, se lo provi te lo vuoi tenere stretto anche se non ricambiato hai solo paura di perderlo.
Forse l’equilibrio nei confronti di questa emozione degli esseri umani non esiste, forse per questa nei millenni scrittori, poeti, cantanti, zingari, barboni, ne hanno parlato scritto cantato venduto comprato cercato di prevederlo influenzarlo o non so cosa.
Amare è la continua alternanza frà un pigiama vecchio sotto il cuscino che non c’è più e una nuova testa sopra che speri non se ne accorga.
Per altri l’amore è quella strana insopportabile amicizia che si instaura fra due persone che trascorrono insieme una innaturale quantità di tempo, una sorta di penosa simpatia e riconoscenza nei confronti di una persona che ha deciso di sprecare la propria vita al tuo fianco e che ricambi cordialmente con la stessa moneta.
Ma in questo caso niente non ha niente a che vedere con tramonti di fuoco notti umide e lunghe, lacrime passioni dolori e assenze che non saprai come uscirne. E’ necessario come sempre mettersi d’accordo sui contenuti delle parole, ma non c’è nient’altro.
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Stamattina mi sono svegliato, ho pensato che mi dovevo lavare i denti, ho pensato se fosse un attività aziendale :
decido di lavarmi i denti lo devo comunicare a chi ha fatto lo spazzolino e il dentifricio, nonché devo avvertire il comune e chiedere l’autorizzazione per utilizzo a scopo personale di un litro d’acqua e l’Enel e nel malaugurato caso in cui abbia i denti sensibili e abbia necessità dell’acqua calda.
Ma non appena chiamo il comune mi verrebbe detto: lei è sicuro che non hai le carie perchè in questo caso non serve il dentifricio e lo spazzolino, serve il dentista.
Deve prenotare una visita per cui devi aspettare un mese, stabilito che i denti sono a posto (anche se dopo un mese non avrò più i denti), possiamo iniziare a capire se lo spazzolino è quello giusto se metti la giusta quantità di dentifricio se fai i giusti movimenti, è necessario un mese di osservazione e predisposizione di corretti strumenti e metodologie, nonché per ottimizzare i costi di gestione fare un confronto fra tutti i possibili incroci di metodi strumenti (sperando che non salti fuori il filo interdentale), considerando anche la possibile opzione: “aspettiamo che cadano tutti e facciamo direttamente la dentiera”.
Nella decisione finale e in buona parte degli step intermedi, ovviamente dovranno essere coinvolti anche il ministro della sanità e perché no il papa per essere sicuri che l’atto di infilare un lungo oggetto dalla forma fallica in bocca che produca una schiuma goduriosa, sebbene per scopi di salvaguardia della salute, non sia contrario con quanto prescritto dai dettami della religione cattolica, in fin dei conti siamo in Italia è giusto rispettare gli interessi di questa larga e consistente parte della società civile, (anche se andare in chiesa è esattamente il contrario di andare con le puttane, tutti ci vanno e nessuno lo ammette, stesso motivo per cui le prostitute aumentano e i preti diminuiscono).
Una volta ottenuta l’approvazione dell’operazione avrei dovuto comunicare all’ufficio acquisti quanto dentifricio mi serviva e il deperimento dello spazzolino per i prossimi venti anni prevedendo anche le quantità decrementali a causa dei denti che negli anni sono destinati a cadere, vedere se questo mi andava a incidere sul consumo di cicche e vedere se il signor Colgate poteva produrre in tempi utili la quantità necessaria di dentifricio e verificare con l’ipercoop se il dentifricio e la parte di spazzolino che avrei consumato mi andava ad incidere in modo preoccupante sugli stock esistenti.
Una volta deciso e verificato che mi devo lavare i denti convoco il dentista, il produttore di spazzolino, il produttore di dentifricio,chi mi ha comprato il dentifricio chi mi ha comprato lo spazzolino, e dico: “mi lavo i denti”.
Dopo di chè mi è venuta una gran voglia di tenermi l’alito da posacenere di pub Inglese della sera prima andare a scrivere la lettera di dimissioni e pensare il due posti più vicini dove avrei potuto trovare un travone con due canotti a posto delle labbra e una confezione di prozac.
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A tutti quelli che mi dicono “che fortunato che sei, ma che ci sei venuto a fare a Milano”,
a tutti quelli che dicono: “come si mangia bene in Sicilia”,
a tutti quelli che :“quando sei arrivato come ti trovi a Milano quando riparti”,
a tutti quelli che: “beato te che puoi fare le ferie al mare, ma che ci sei venuto a fare a Milano” “Mi sveglio non ho visto nemmeno un tg ieri,rai tre faccia si signora di mezza età, su rai tre Rita Borsellino.
-fra Falcone e Calcaterra (pentito del maxi processo):
“giudice non ha paura che l’ammazzano…vd. Antonino….chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura una volta sola, ti devi vergognare della paura”,
penso al mio aereo alle 5,20.. - Borsellino a Falcone :
“vedi Giovanni, noi siamo morti che camminano”,
penso al mio aereo alle 5,20…vado in ferie,vado al mare vado nella terra delle arancine. - il maxi processo istituito a Palermo con il doppio dei giudici della corte perchè si temeva che non tutti arrivassero alla fine del processo..penso al mio aereo alle 5,20
-Un dispaccio dei carabinieri del ros letto da borsellino:
“Magistrato a Palermo è arrivato il tritolo per lei”, penso alla figlia che sorride e mi consiglia di leggere due di due, una ragazza con un bel sorriso che mi consiglio un brutto libro. - Caponnetto in via d’Amelio al telecronista Rai….”E’ finito tutto….”, che vuole dire, dice il telecronista idiota alla ricerca di uno scoop, come se pezzettini di uomini e giustizia sparpagliati per strada non fossero sufficienti, Caponnetto uomo di rara intelligenza e misericordioso nei confronti dell’idozia “non mi faccia aggiungere altro è finito tutto”. - Si cercano ancora i mandanti occulti della strage..
” E’ finito tutto… è stata una stagione breve io non capivo non ero in piazza mi indignavo guardando gli stessi tg, avrei potuto essere già a Milano”. Chi atterra in Sicilia vede una luce sfrontata è accecante poi colori: blu intenso, giallo marrone verde delle montagne, sei fuori dalla cabina, non c’è un tunnel, che ti porta dentro lo stabile, ma come quando atterri in una piccola isola tropicale c’è un piccolo autobus o vai a piedi dall’aereo all’aeroporto, ma niente Tatù niente ghirlanda fuori dall’impianto, ogni volta diverso (in ristrutturazione dalla prima volta che ho preso l’aereo a sei anni) all’esterno solo due finanzieri stanchi con un vecchio pastore tedesco più stanco di loro ti guardano svogliati come a dire ma chi te l’ha fatto fare ? (pensi su con la vita in realtà hanno ragione loro).
Superate le orde impazzite di otto generazioni di parenti per singolo emigrante di rientro (anno 2007) sei finalmente fuori sei già distrutto, ma vento profumo di mare ti rinfrancano senti che appartieni a quella terra sei orgoglioso per un attimo della sua bellezza.
Mentre ti allontani ti chiedi com’è che avranno costruito un aeroporto in questo posto disgraziato fra il mare è due montagne zona naturalmente ventosa (non a caso a Palermo quando l’aero attera si applaude)
….fai tre km in auto, vedi i “villini” di Villagrazia di Carini (all’anima della baronessa) e di Capaci che violentano la costa, ti fanno vedere il mare a stralci fra un barbecue e un grazioso pergolato, come un oggetto prezioso destinato a pochi furbi, dalla macchina per un attimo vedi anche isola delle femmine, se il mare è calmo sembra Paradiso.
Continui curve senza senso non capiresti perché se non avessi visto un film che ti racconta che non si volevano espropriare terreni di chissà chi, ma in fin dei conti l’autostrada in Sicilia non si paga, è compromesso (se ci campi sai quanto questo meccanismo è ricorrente) è gratis, non ti puoi lamentare anche se rischi di ammazzarti ogni volta che stai per iniziare le vacanze.
Arrivi al monumento di Falcone dove anni fa esplose il giudice, ormai diventato solamente macabro monito per i turisti vuoto di ogni altro significato , visto l’efficacia dell’azione dello stato.
Hai fatto 6 km dal tuo aereo ma se hai occhi per guardare, un cervello pensante e un anima non del tutto lercia, hai capito tutto.
Ogni volta dopo quei 6 km ripenso: “chissà a che ora è il mio aereo domenica, come farò a passare una vacanza in questo modo, prossima volta vado a Sharm costa anche meno
…provo viltà tristezza egoismo rabbia….direbbero Cipri e Maresca, provo schifo” .
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A mia madre o a me non so….
Depressione, apatia, problemi di circolazione del sangue al cervello ?
Tante le possibili diagnosi, ma alla fine dopo 5 anni di tentativi passati in rassegna da amici e parenti medici imbarazzati e scocciati dal dovere trovare una soluzione non offensiva per una persona della loro casta.
Chissà poi perché ? Un medico non si può ammalare ? Oppure in quanto medico deve trovarsi la soluzione da solo, non capisco.
In ogni caso dopo anni di diagnosi errate e vergogna, tanta umana quanto professionale, la verità che con il passare del tempo sarebbe diventata ineluttabile, era li davanti a miei occhi o meglio dentro alle mie orecchie, visto che ho appreso la notizia telefonicamente in un caldo Agosto milanese di lavoro a 1.500 km di distanza.
La voce di mio padre mi diceva singhiozzante “mamma ha l’Alzhaimer” mio padre già capiva che quelle parole, per lui prima di tutti, avrebbero portato uno strascico di intensa e giornaliera sofferenza con diversissime accezioni per i prossimi venti anni (gli ultimi della sua vita).
Solitudine nostalgia panico e tutte le possibile varianti di disagio umano, erano lì pronte al nastro. Adesso attende un nuovo mondo per una donna Siciliana capo famiglia e il suo lamentoso marito (altro che uomini d’onore) L’Alzhaimer cambia tutto, crea nuovi equilibri inverte i ruoli.
Come la prende mio padre, sarà capace di diventare uomo (e donna) a sessanta anni? Imparare a fare una frittata a lavare le scale o decidere se prendere una badante o chiudere mia madre in un centro ?
Devo cambiare lavoro e tornare a Palermo ?
Ma non doveva essere una malattia non ereditaria ? Mia nonna materna ha sofferto la medesima pena.
Bastarda la sorte per mia madre, subire questa malattia prima da figlia e poi da paziente, ha ingoiato a sani ed ampi bocconi tutta la merda che un male come questo ti può procurare. Io ammesso e concesso che la malattia non è ereditaria, come dicono i medici (anche se poi in realtà gli stessi medici sono concordi a dire che non ne capiscono un cazzo), ma considerando invece che in ogni caso la cattiva sorte è ereditaria e come e considerando gli ampi vuoti di memoria e alcuni meccanismi decisamente farraginosi del mio cervelletto, già da adesso, potrei fare anche di meglio.
Ho tutte le carte in regola per subirla da nipote, da figlio e poi come alternativa da fratello o personalmente (o anche entrambe a dire il vero). Sarà per questo che negli ultimi anni ho sempre prestato una certa attenzione e cura che tutti i miei spermatozoi nel corpo delle donne entrassero da tutte la parti ad eccezione di quelle naturalmente preposte, sarà Per evitare di mettere al mondo una generazione che fosse costretta a ingoiare quattrocento anni di merda.
Comunque, il caldo non aiuta a riflettere non aiuta a stare calmi non aiuta a reagire il sole l’immobilità della bella stagione, anche se a Milano parlare di bella stagione è un po’ un eufemismo, può essere così deprimente.
Mamma dove sei ? Madre dove vai ?
Nella mia famiglia, (alla faccia della famiglia patriarcale del Sud), mia madre è stata quella che ha cresciuto i figli che ha portato i soldi a casa, quella che decideva il menù della vigilia Natale (la si capisce veramente chi comanda in una famiglia Siciliana) che decideva e controllava che le scelte di noi figli non fossero del tutto fuori dal mondo, che decideva su amici e parenti da frequentare, dove si doveva andare in viaggio in Estate.
Adesso da un giorno all’altro sei costretto a renderti conto che la tua famiglia non c’è più, quella su cui avevi contato, quella che sebbene più o meno indipendente da anni era sempre lì come la rete di un equilibrista sul filo era sempre lì pronta ad evitare che ti schiantassi.
Adesso non c’era più, mentalmente fisicamente economicamente nessuno ti avrebbe sorretto, nessuno mi avrebbe chiesto se avevo mangiato e perché non avevo fame, accendendo così il verde per dare via libera allo sfogo di capricci e frustrazioni e bla bla bla bla, che coglione.
Non c’era più libertà di rompersi le gambe una sera mentre guidi ubriaco e stare per un mese a letto (a meno che non sia masochista o voglia startene da solo a riflettere), non c’era più la possibilità di sputtanarsi la vita per una donna, un vizio tossico, un viaggio o una moto che fosse.
Compresi allora come la mia famiglia in realtà fosse stata fino a quel momento la mia più grande fonte di libertà. Io che avevo sempre cercato di allontanarmi vantando e rivendicando per anni la mia indipendenza emotiva e la mia libertà, che coglione, (a forza di ripetermelo sto iniziando a convincermene), non perdendo di vista, la parte di legame che mi faceva comodo e sapendo che l’affetto di una madre va molto al di la delle coglioneria (di nuovo) del figlio…Adesso mi ritrovavo io ad essere il centro della famiglia, con un fratello poco interessato a tutta la questione che rifiuta l’esistenza di questo tipo di malattie per paura di soffrire (tempo dopo secondo la psicologa, anche lei disinteressata).
Mi ricordo ancora il momento più intimo di confidenza vissuto insieme a mia madre (non sono mai stato uno che ha dato troppa confidenza ai genitori) io sulle scale per il piano di sopra di casa dei miei nonni, scale in legno di noce con un design futuristico e un trattamento del legno che facevano perdere drammaticamente la spettacolare bellezza e calore della materia prima.
Piangevo io, non sapendo che l’unico motivo valido per disperarmi è che nel mio prossimo futuro una scala in legno dentro casa mi sarebbe sembrata una ricchezza irraggiungibile.
Piangevo io, le raccontavo della mia grande delusione d’amore tradito da una donna bambina per con e da un amico, raccontavo della mia stanchezza fisica e mentale. Il primo cedimento dopo anni di super omismo adolescenziale, il mio primo contatto (adolescenza esclusa) con l’esserino debole incapace inadatto volubile che c’era dentro di me, bestiolina interna con cui negli anni a seguire avrei avuto possibilità di familiarizzare.
Lei era lì, non a raccontarmi una vera storia d’amore per farmi riacquistare fiducia a dirmi che ne avrei trovata un’altra che mi avrebbe meritato etc.(insomma cazzate varie a cui non credeva nemmeno lei), mi descriveva invece, come se stesse parlando della trama di un film poco interessante visto la sera prima mentre stirava, della sua infelicità, passata vissuta creata e condivisa giorno dopo giorno, mattina dopo sera, con mio padre per 25 anni, senza dramma senza pena.
Solo adesso ho capito il messaggio che c’era dietro le sue parole stanche e consumate “figlio mio non ti lamentare tanto, le persone della mia generazione hanno fatto della sofferenza relazionale e della solitudine pane e burro ogni mattina insieme al latte e caffè.
Un modo di fare tutto siciliano, come a dire: bello apri gli occhi, benvenuto nel mondo di noi adulti, fatto di debolezza, di emozioni scialbe, mezze infelicità compromessi con il mondo intero a cominciare da te stesso e dai tuoi sogni.Il tutto con dolcezza discrezione ed eleganza che solo una madre sa usare per dire cose così mostruose.
Intanto guardavo lacrimavo sul noce graffiato dalle unghie di simpatica bestiolina che faceva ormai parte del passato (il cocker di mia nonna doveroso da citare in qualche modo), e non capivo fino in fondo quello che voleva dirmi.
Questo una fra i ricordi più forti, adesso che la malattia è andata avanti io ironia della sorte tendo a dimenticare che donna fosse mia madre, i suoi pregi e i suoi difetti, la sua dolcezza la sua ferocia, il suo vittimismo il suo spirito di sacrificio il suo amore per il prossimo.
Ogni giorno mi rimane un po’ meno ed io non so che fare per fermare l’emorragia, per trattenerne con me quanto più possibile. La stessa cosa che la uccide la perdita di memoria aiuta me a vivere meglio non è grottesco ?
Con quel che rimane di lei, il rapporto è strano la sto riconoscendo, è un po’ come avere a che fare con un bambino al contrario, ogni giorno invece di avere una facoltà in più la malattia le toglie un pezzo. Tutti quelli che stanno intorno non hanno il coraggio di dirselo un po’ per istinto di protezione nei confronti dell’altro (perché ognuno intimamente si sente il più forte), un po’ perché a chi serve ?
E’ come giocare una partita a scacchi con Heinstein, ogni volta che incassi una mossa che non avevi previsto togli il pezzo lo metti da parte riguardi la scacchiera, valuti cosa è rimasto, speri di avere il colpo di genio che ti aiuti a risolvere la partita anche se sai che il tuo avversario ha previsto tutti i tuoi possibili colpi di genio e tu non sei un genio sei un omuncolo impotente.
E tutto questo non ti basta non riesco nemmeno del tutto ad identificare quel che rimane di lei con la donna che era in passato, mia madre, come se fosse già morta eppure continua a morire ogni giorno di più. Allora l’unica tua soluzione è dimenticare, e non giocare più, far finta di niente tanto tutti ti dicono la vita va avanti non ti preoccupare, tutti ti dicono fatti la tua vita, fatti una famiglia non ti sentire in colpa, così ogni giorno che passa lei dimentica un pezzo di vita, io dimentico un pezzo di lei.
Ma io non c’è la faccio, a questo gioco non mi piego, queste regole non le voglio accettare voglio ricordare tutto quello che posso. Ogni giorno che non vivo con lei è uno degli ultimi giorni in cui lei potrebbe ricordarsi di me dell’amore che prova per il figlio e che riempie il cuore di gioia come ogni madre, così quando torno a casa in Sicilia, rovisto prendo pezzi foto racconti, libri, oggetti e li porto con me così almeno fin quando la testa mi assiste ricordo.
Fra i suoi libri gialli di umidità, non letti da anni ho trovato un libro di racconti di Sciascia, fra questi Giufà l’ho riletto ed ho finalmente capito. Ho capito perché lei mi chiamava sempre così. Come Giufà non è che sia proprio idiota, ma non riesco a capire la vita, ma più che la vita non riesco a capire il sistema che gli altri esseri umani hanno costruito per interpretarla e per viverla, non riesco a integrarmi, e come Giufà ogni volta dalla vita rischia di esserne travolto.
A scuola ero il classico che : “vede signora suo figlio è un bambino proprio intelligente, è che non si applica”, io mi chiedevo che vuol dire non si applica?, non sapevo ancora dirle che non era mala fede o pigrizia ma pura e semplice incapacità di capire regole e convezioni alle quali mi dovevo “applicare”. Dopo trenta anni di tentativi l’ho capito per questo non diventerò mai un vincente, semplicemente non capisco le regole del gioco e se le capisco non le sento mie, e siccome per sopravvivere, c’è poco da fare devi giocare, mi limito a guardare da dietro gli altri che passano trafelati, convinto che siano persino belli affascinanti e invidiabili nel loro equilibrio, il mio unico obiettivo è finire la gara il meno stanco possibile e non facendo minchiate esagerate perché non ho letto/capito il libretto delle istruzioni, non annoiandomi troppo e guardandomi intorno.
Io lì guardo gli altri ogni tanto un po’ compatisco le loro frustrazioni che non sono mie, ogni tanto invidio, ma se provo più di tanto ad immedesimarmi ad un certo punto crollo, nel lavoro nell’amore nell’amicizia, oltre ad un certo punto non riesco a rispettare le regole.
Non mi ritengo superiore semplicemente diverso incapace di capire, un Giufà insomma. Come nel racconto tutto il male che faccio non perché sono cattivo ma ancora una volte perché non capisco le regole. Non sono capace di sposarmi di fare le cose che gli altri esseri umani fanno con assoluta tranquillità, fare dei figli, una famiglia, essere fedele ad una donna una città ad una marca di rhum.
-Ho fame?; “mangio”,
-La realtà non mi diverte?; “mi drogo”
-ho l’uccello grosso?; “se riesco scopo, se no cinque dita”,
-ci si deve mettere la giacca perché è una giornata importante ?; “Ma perché è scomodo fa caldo, non respiro”.
Le donne mi piacciono tutte, gli uomini qualcuno, i politici nessuno mi sembrano dei marziani, amo invece i pensatori liberi e coerenti, la musica non riesco a farne a meno per un momento, è tutto qui non sono complicato.
Adesso ho capito perché mia madre mi chiamava Giufà, era uno stimolo e un suo squisito modo di mettermi in guardia, sapeva che dovevo campare, sapeva che un minimo mi dovevo adattare e volente o nolente è successo, la vita mi ha piegato vorrei dirglielo: “non sono felice (ma lo sono solamente gli stupidi) ma c’è l’ho fatta, sono in equilibrio ho capito come vivere senza farmi distruggere”.
Grazie Mà ma tu lo sapevi perché hai letto Sciascia meglio di me, ed alla fine Giufà c’è la fa sempre, tu lo sapevi il tuo nomignolo era ben augurante.
Forse perché mi doveva proteggere mi voleva più bene, come solo le madri sanno fare nei confronti dei figli che ritengono più deboli ed inadatti, forse per questo a differenza di mio padre e mio fratello si ricorda ancora il mio nome,e forse per questo quando chiamo per un attimo come un lampo sento un barlume di lucidità nella sua voce.
Lei come sono fatto l’aveva capito quando ero nella culla ha scelto di dirmelo in questo modo e mi ha aiutato a comprendere perché non so tenermi una donna accanto, perché non ho mai vinto i campionati del mondo di niente, perché non sono diventato ricco come i miei amici idioti quanto me. Ma capire mi ha fatto bene, mi rende consapevole mi toglie il disagio i complessi di inferiorità, ed alla fine pazienza, chi nasce tondo…
finito il racconto l’estate scorsa ho capito tutto questo.. con i dovuti tempi con comodo ma d’altronde sono un “Giufà”..ho i miei tempi,
grazie Mà…
Me lo farò tatuare sul polso Giufà così almeno questo pezzo di insegnamento di mia madre non lo dimentico, ed ogni mattina quando mi lavo la faccia allo specchio vedo il mio polso e ricordo perché l’acqua in faccia di prima mattina mi da fastidio, perché l’odore del sapone mi nausea, perché sono inconsapevolmente infelice, perché rinunciare ad amare una persona mi fa male e bene allo stesso modo e tempo.
La consapevolezza aiuta a sopportare la vita i traumi grandi e piccoli. Freud, ha fatto carriera con questa considerazione abbastanza banale a dire il vero. Così ogni mattina ripenserò a mia madre con gratitudine, e ripenserò all’immagine di mia madre più bella che ricordi, una foto in cucina in bianco e nero, lei meravigliosamente giovane e raggiante con mio fratello in braccio, che mi somiglia, con una faccia da neonato cretino.
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Eccomi pronto, profumato (profumo regalato non mi ricordo da chi, che schifo, odore falso addosso, ma sono troppo rispettoso della povertà per buttare 30 cl di acqua profumata che costa trenta euro, lo riutilizzo in queste serate), barba fatta viso pulito ecc, provo a dare il meglio di me che in realtà non è niente di che, ma soprattutto non è questo.
Ma mi sento a posto, non rifaccio il letto per scaramanzia, levo le mutande che ci sono in giro da una settimana per dignità.
Motorino, musica in auricolare, ci vuole sempre una colonna sonora in questi momenti, la radio mi suona Kruder Dorfamaister “Useless”, che bastarda la sorte come dire last night a dj saved my life…., energia tanta energia, non riuscirò mai a dormire stanotte, già lo so, mi sento così mi fa sentire grande come una casa di per se è già tanto quello che ricevo.
Lei aspetta non so come e perché, con che anima con che occhi, ho un presentimento, non buono, è il mio istinto che quasi sempre ha ragione.
Ma continuo vado avanti, lei mi prende, è un periodo che sono predisposto è vero, mi innamoro quasi ogni sera, ma l’idea di lei si è fatta spazio in testa a gomitate fra passati e recenti penosi in modo naturale è diventato altro, sono convinto che non sto sbagliando ne vale la pena.
Mi emoziona la maggior parte delle volte che dice qualcosa, mi viene da stare in silenzio perché chi è preso sembra stupido, io molte volte lo sembro anche se non sono preso…troppe probabilità di fare la figura del coglione.
Ma mi piace anche solo ascoltare le sue storie, un po’ sanno di casa e di strade conosciute, c’è poco da fare, la donna del sud ha genuinità e intelligenza caratteristiche che io amo accostate, lei in questo è campione del mondo.
Presentimento si, ma che senso ha si campa una volta sola e non se ne esce vivi, ne vale la pena…
Vino Vino Vino, bella la vita per noi adepti dell’alcol, trovo il coraggio di parlare mentre cerco di digerire un pasto (brutta la vita per quelli che hanno lo stomaco fottuto dall’alcol).
Solite storie, in realtà non solite, ma con la stessa fine, insolita mia reazione, anche questa sera sarebbe persa passarla a lagnarsi a cercare di capire o peggio di convincere non è cosa mia…
Le parole passano come gli stati d’animo ed emozioni si interpretano si evolvono nel bene nel male boh, non è il momento di capire, non ha senso si vive una volta sola, l’ho gia detto….
Serata continua in cafo-disco musica troppo tonda per i miei gusti, house cantata in mezzo a dilettanti della pasticca, che non danno il giusto ritmo ai loro cervelli e corpi freschi…penso mentre provo a farmi entrare un po’ di musica dentro :“quanto ben di dio sprecato”.
Il dj non aiuta, non c’è più alcol, (ho pure il coraggio di scriverlo dopo tutto quello che ho bevuto, ma mi serve fare outing per avvicinarmi al primo gettone).
Tutto si è messo storto, Kruder Dorfamaister dove siete ? Meno male che lei continua a parlare, è bello è sufficiente per farmi stare bene, mi da tranquillità, non so se è quello che voglio, ma non è poco è una nuova persona in più che ti fa emozionare nella vita è sempre una fortuna…
va bene così alla fine mentre accende l’ennesima paglia (cazzo quanto fuma) … anche se a metà sigaretta mentre lei continua a parlare, penso che esploderei di felicità di benessere se mi toccasse con un dito, ancora di più se possibile…forse e meglio che non mi tocchi, se esplodessi con tutto l’acol che ho in corpo farei una strage.
Beh la sera finisce così come è iniziata tornando a casa nella strada dove abito mi sembra di sentire il profumo che ho lasciato all’andata in controsenso dritto dentro le narici, fastidio, ho bevuto ho ballato adesso inizio a viaggiare, penso meno male che in due grammi ho la soluzione al mio sonno…
Compro la birra defaticante pub sotto casa, accendo…erba killer e robifera… super….prima in alto pulsazioni a mille poi in basso discesa vortice caduta veloce…benessere grande felicità chimica dentro, sorrido mentre mi addormento saranno le 5 e mezza domani più o meno alle otto lavoro….
Poi dicono che Dio non esiste, certo che esiste !
Sta al parco vicino la fontana, e vende la felicità a 7 euro al grammo, la stessa felicità che non ha saputo creare nel mondo, o forse è il diavolo che supplisce all’incapacità di Dio…non so…mai avuto troppo tempo per pensarci.
Mi sveglio la mattina vestito con le scarpe ancora allacciate, dopo avere dormito in una posizione che nemmeno jucas casella con l’ipnosi riesce a fare stare le gente, nausea, un cristallo e due scimmiette (di nome coca e rum) in testa che cerco di togliere sotto la doccia…ma alle scimmie l’acqua sembra piacere, nessun risultato mal di testa latente affezionato discreto, lo tengo per me…alla fine per lo meno farò colazione con qualcuno, sempre che mi sia svegliato e non sto avendo un incubo…meno male che ho levato le mutande, con il mal di testa mi avrebbero dato fastidio, era per questo no?
Metto il casco le scimmie si lamentano, rutto rum vado al lavoro….Buona giornata.