giufà


CAP. 5° CANTICCHIA E SALTELLA
Novembre 22, 2007, 1:46 pm
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Scale in discesa,
sono fuori senso di libertà…non mi và più di andare al bar…
Vento freddo di primo inverno che  taglia in due la faccia, che si è persa l’abitudine.Ultime  foglie d’autunno che si rincorrono in turbini e spirali su un marciapiede,chissà se giocano o litigano, vento strano insolito, forte, strada lunga deserta, marciapiede largo. Sotto la luce bassa dei  lampioni l’ombra di un uomo cammina con passo inutile lento e gobbo. Sotto il braccio come fosse una baguette, una fottuta busta gialla.
Busta gialla di quelle con la graffetta ripiegata per assicurarne un contenuto grave, troppo grande per essere infilata in borsa o nel portafogli, busta grande che non puoi dimenticare  busta grande che puoi solo perdere. Scomoda nelle dimensioni, scomoda nel contenuto.
Eppure quella busta inizia a spiegarmi, mi spiega la mia camminata strana, il mio  passato,Il presente che non esiste, il futuro che avrei dovuto  affrontare.
 Ripenso alle parole dello “strizza”…”due cervelli che funzionano perfettamente”…..effettivamente conduco una vita doppia, se non fosse che fisiologicamente le mie membra ogni sei giorni, circa, necessitano di riposo-svenimento, potrei passare settimane intere a fare questa vita, direttamente da una giornata di lavoro inutile stupida fatta da rassicuranti mostruosità :
il caffè velenoso la mattina appena arrivi in ufficio, che ti sveglia più per quanto fa schifo che per la caffeina,
la pacca sulla spalla di una persona che non avresti mai voluto toccare,
per passare dopo otto ore e per altre otto, ad:
 
alcol anfetamine, metanfetamine, lsd, popper, trip, marijuana, micropunte, funghi, serenol, lexotan, aldol, seroprene, xanax e poi di nuovo alcol fumo musica che ti strappa l’anima fino all’alba, fino al pensiero che torna che ti dice, via felpa e cappuccio e occhiali con lenti per coprire la pupilla troppo dilatata, su con  giacca cravatta… su….
Sono due cervelli che funzionano separatamente…. Non si parlano usufruiscono del mio corpo se ne approfittano lo succhiano lo consumano lo segnano lo attivano in modi del tutto diverso diventa contenitore di gestualità e comportamenti totalmente diversi…mi domando se sono sempre stato così… ricordo che tempo fa che tutto  funzionava senza regole le poche che dovevo rispettare non le subivo  le rispettavo in silenzio senza dare troppa importanza sapendo che non  erano cosa mia che non sarebbero state per molto nella mia vita, per quell’epoca in quel momento non erano nemmeno cosi costrittive le responsabilità erano limitate, gli obblighi non asfissianti e in un certo qual modo spesso posponibili, non ti levavano il fiato, non ti soffocavano a metà giornata costringendoti a fare una passeggiata in balcone pur di sottrarti anche per un attimo alla vista di tanta oscenità.
Mi chiedo a volte come abbia fatta l’uomo a ridursi da essere peloso forte, autonomo, fiera bestia a quattro zampe, con l’unica preoccupazione gli alberi e le banane, ad arrivare fino a questo punto, la metro la mattina la coda per il cappuccio, la domenica pomeriggio all’ikea, le giornate passate a produrre impulsi elettrici inutili che poi vengono archiviati in stupide scatole rettangolari dal colore anonimo chiamate computer….tutto questo partendo da alberi, verdi e banane, gialle.
Quanti bisogni inutili che ci siamo creati, vestiti scarpe macchine circoli club amicizie…  buon selvaggio perso fra i meandri della tecnologia avanzata e della psico-analisi.
Ma ormai sono qui sono spaccato, sono ambo sono due e non posso più risalire sull’albero, sono bestia e aristocratico, sono vivo e sono morto. Ogni sera muoio o resuscito di pende da come vedi il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
Peccato però che quando cade per terra è sempre mezzo pieno….
 Mentre penso al fatto del bicchiere, mi accorgo di essere arrivato a casa, ho già le chiavi in mano, dall’ultima volta che ho fatto quel gesto al contrario mi sembra  passata veramente un eternità, è conseguenza del mancato sonno, del mio essere doppio, vivo il doppio ed effettivamente i tempi si allungano.
MI ricordo di Camilla della canna del biglietto, spero mi abbia lasciato due tiri della canna così non mi devo fare lo sbattimento di farne una da totalmente sobrio (se non consideriamo la mezza litrata di vodka del barba dottore), mi rendo conto che non mi dispiacerebbe dopo questa giornata assurda se lei fosse rimasta li ad aspettare…..sperare non fa male a nessuno soprattutto se lo tieni per te….
Entro in casa luce spenta le mie pupille nere prima di trovare il fuoco corretto nell’iride nocciola impiegano un po’ di tempo ad allargarsi e stingersi proprio come l’obiettivo di una macchina fotografica, in casa profumo di ganja…dopo un po’ riesco a vedere, lei distesa sul divano, il mio lettore suona Summer Time Nina Simone si è impadronita di tempo e atmosfera e probabilmente anche della mia anima, lei sul divano mi guarda, sorriso grande di chi non ha motivo di mentire, io mi vergogno un po’ come per come sono vestito mi spoglio…diventiamo uno, è forte siamo sobri o quasi è bello come quando eravamo strafatti la guardo per la prima volta la vedo non distorta, mi piace la trovo bella proporzionata profumata lei ha fatto la doccia io no….scopiamo, riscopiamo strascopiamo…..pensavo fosse per causa di tutto l’alcol di tutta la droga che avevo in corpo che fra di noi la chimica funzionasse, come dire con tutte le sostanze che avevamo in corpo era impossibile non andare d’accordo…invece no funziona anche senza…il tempo passa i nostri odori i nostri liquidi le nostre anime si mescolano, ci mettono poco incredibilmente poco è giovedì e ora di andare a letto domani si lavora per il resto del mondo, io invece mi alzo dal letto profumo di sesso mi metto ai fornelli, mi alzo dal letto finalmente di nuovo “mister Hide” felice ed incosciente noncurante di orari regole e convenzioni, cucino prima di iniziare la serata, il giovedì a milano la serata è tosta bisogna nutrirsi bene lo sanno tutti i farmaci debbono essere presi dopo mangiato contrariamente rovinano lo stomaco.
Faccio su una canna e due rhum e coca che farebbero fallire un bar di medie dimensioni, Camilla è accanto a me non mi chiede nulla non ha paura è tutto normale, con lei non mi sento un marziano, Sdeman non mi fa più paura, mi sento quasi bello e superiore nel mio dualismo, so che non può durare molto, ma è giovedì sera la pentola bolle e il ghiaccio si scioglie nel drink, fra un po’ i bar ma solo alcuni solo quelli giusti si popoleranno (giovedì è una serata per intenditori non per aspirantii veline già fallite in cerca del pompino risolutore), i dj nei club luridi provano i piatti e regolano i mixer si fanno prima di iniziare la serata, c’è chi prova vestiti, c’è chi cerca l’ultima fatta in un vicolo prima di uscire, c’è chi va a letto dando otto mandate alla porta e spegnendo i riscaldamenti per risparmiare, io calo 400 g di pasta faccio su un’altra canna e altri due robustissimi avana, lei mi segue alla goccia, potrei innamorarmi se sapessi cosa vuol dire, se domani lei non si svegliasse con l’altra metà di me cinica rassegnata e rinunciataria, ma domani è lontano io non ho tempo e voglia di pensare.
Per adesso canticchio e saltello, lei salticchia e cantella,
ma è praticamente la stessa cosa.
 
Un mostro meraviglioso si è impossessato delle mie azioni…. ci sarà musica che gran parte del mondo non può capire, sconosciuti di cui tutti hanno paura che si amano come fratelli….nel frattempo noi pasta fame chimica, mangiamo tanto in fin dei conti è il nostro unico pasto, noi come i cani mangiamo una volta al giorno, come i cani scopiamo ogni volta che ne abbiamo voglia, cani essere superiori dominati solamente da una splendida e pura intelligenza emotiva…esseri sinceri e puri (amores perros).
Così accade di nuovo sesso per terra in doccia e via.
Il motorino mi aspetta pronto e placido, lo accendo un frullatore fa un rumore più maschio, ma non mi interessa “funge”… trasporta me la mia gioia la mia donna e le nostre scimmie, tutto in due comodi posti.
Con Camilla parliamo ridiamo scegliamo la serata, tutto con il vento in faccia, facendo lo slalom fra zombie di rientro nelle loro tombe, siamo troppo molli per una serata  hard core, troppo energici per una serata house, scegliamo una serata Dramm’n base, artista di Londra, insieme a Berlino il massimo dell’avanguardia della musica elettronica.
Il viaggio in motorino è bello fa parte della serata ridiamo, ci abbracciamo come 14enni c’è stato tanto stasera ed il meglio deve ancora venire, nessuno dei due ritiene opportuno far discorsi seri e inutili promesse di amore eterno, non c’è nulla da dire tutto è molto chiaro fra le nostre braccia, finalmente arriviamo….quando entriamo la serata è già avanti, penso che noi siamo in grado di recuperare…..
Guadagniamo il centro davanti della pista davanti alla consolle un po’ defilati sulla sinistra (non riesco a concepire la destra nemmeno in questi momenti).
Siamo li a guardare l’uomo che ci fa sognare, si diverte anche lui canticchia e saltella con noi, muove mani lunghe e bianche fa girare dischi ci dona vita energia, non c’è volgarità nei nostri movimenti nessuna pretesa di dimostrare di far vedere di apparire, solo scambio di energia con il mondo con te stesso, con esseri meravigliosi come te che ti ritrovi accanto hanno le tue stesse esigenze vi scambiate da bere da mangiare da fumare, i pezzi si susseguono i video ti rapiscono, brividi freddi, brividi caldi, brividi di piacere su per la schiena senza dare tregua con una soluzione di continuità e piacere che sembra essere infinita, passano le ore non sento stanchezza, LACami (come si dice da queste parti) è accanto a me, bello trovare una persona cui non devi chiedere non devi spiegare. Esagero nel bere esagero nel fumare nel tirare nel mangiare, ma la serata è super, la musica non ti da tregua, io non lo faccio perché sono infelice, ma semplicemente per esserlo di più in questo momento.
La droga che prendo non riesce ad annullare stati d’animo li amplifica, mi viene in mente una frase di Izzo…”Non si beve per dimenticare, ma per ricordare”.
Via così in tranquillità fino all’ultimo pezzo, che bastardo arriva, sono le cinque di mattina ho ancora energia, non le chiedo nemmeno se vuole tornare a casa sua, ovviamente lei non si oppone, penso che praticamente l’ho rapita da due giorni chissà cosa fa nella vita, il mondo dovrebbe essere fatto da studenti e disoccupati, sarebbe anche  una favola girare all’ora di punta.
Ultima birra, entriamo nella mia casa da single con armadio da single, cesso da single, frigo da single… letto doppio…. Ci amiamo questa volta, sesso attento a non perdere un momento di godimento, lento riflessivo prolungato dolce potrei vivere e morire dentro di lei, lo faccio…
mentre ancora ansimo sudato, mi sembra una fortuna immensa provare tutte queste emozioni in una notte, non mi sento un fattone che sta bruciando la sua vita, ci sentiamo semplicemente due anime pure che si sono godute la notte.
Lei si addormenta, io no  fra mezz’ora inizia il mio carnevale quotidiano, travestirsi mettersi una faccia un orologio ed un vestito rispettabile, infilarsi nella tangenziale della vita, inquinata grigia piena di cafoni. Ma ho un sentimento diverso niente sonno niente stanchezza e depressione solamente noia e fastidio.


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