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Sono già passati 34 anni,
Ho vissuto tanto ma nemmeno troppo, fatto tanta strada ma non tutta e sono arrivato da una parte che non mi interessa più di tanto, rimango affacciato alla finestra e guardo di sotto la gente piccola che passa il tempo è grigio piove fa ancora freddo tutti si affrettano a rifugiarsi in case confortevoli costruite a suon di sacrifici e compromessi, io non li biasimo, ma oggi non riesco ad ostinarmi a campare, oggi è così domani forse dopo una serata in vino mi sembrerà tutto normalmente sopportabile, forse è solo il tepore del primo sole che sta venendo a mancare.
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Per le mie morti inutili…
“ammiri la vita quando viene a mancare, la ammiri solo mentre si spegne come una stella quando cade vedi la sua particolare bellezza, solo in quel momento prima confusa in mezzo alle altre, come se non fosse stata sempre la per te”
Vento freddo di primo inverno che taglia in due la faccia, che si è persa l’abitudine.
Ultime foglie d’autunno che si rincorrono in turbini e spirali su un marciapiede,
chissà se giocano o litigano, vento strano insolito, forte, strada lunga deserta, marciapiede largo.
Sotto la luce bassa dei lampioni l’ombra di un uomo cammina con passo inutile lento e gobbo.
Sotto il braccio come fosse una baguette, una fottuta busta gialla.
Busta gialla di quelle con la graffetta ripiegata per assicurarne un contenuto grave,
troppo grande per essere infilata in borsa o nel portafogli,busta grande che non puoi dimenticare busta grande che puoi solo perdere.
Scomoda nelle dimensioni, scomoda nel contenuto.
Eppure quella busta inizia a spiegare,
spiega quell’uomo quella camminata strana, il suo passato,Il presente che non esiste, il futuro che avrebbe affrontato.
“Pronto Sig. OCUNSALE ?”
“Ocunsami signorina, è di origine Giappo, ma è scritto in Italiano, mica in ideogrammi.”Divento una bestia dopo una vita che mi sbagliano il cognome,
“Ma mi chiami pure Igor”, ho capito chi è, mi ricordo bel culo, tette grosse
“Sono Maria, l’assistente del dot. SDEMAN, si ricorda della tac al cervello ?”
“Si signorina, ricordo la sua voce la tac e non solo” l’idiota non capisce, continuo:
“Avevo mal di testa, mica l’Alzhaimer (almeno credo), non si preoccupi, nel frattempo sono riuscito a curarlo (penso alle bottiglie di rum che devo buttare da una settimana ferme all’ingresso), mi potete pure mandare i risultati a casa”, risponde:
“no guardi il Dot.SDEMAN la vorrebbe vedere in ogni caso”
“Niente di grave spero” dico, penso chissà quante volte ha detto niente di grave sta cerebro lesa a gente con un tumore al cervello grande come un limone.
“No niente di grave, non si preoccupi, ma il Dott. La vorrebbe vedere per parlarle mezz’oretta, va ben domani alle 19 ?” Eccola la penso….dico….“In realtà a quell’ora avevo un appuntamento con due amici (Gin e Tonic), non riusciamo a fare prima ?” “no prima lo studio è aperto”
“Allora bene alle 19 arrivederci” “A domani sig. Alesancu.”
Rinuncio a farle dire bene il mio cognome….meglio calve che bionde….
Ho sempre sostenuto che le donne bionde con le tette grosse hanno il cervello piccolo, in virtù non meglio precisata teoria (mia ovviamente) un po’ assioma, un po’ riscontro empirico, di compensazione cromatico-naturale, lei non è che stia facendo niente di significativo per confutarla….
Ma che cazzo vuol dire prima lo studio è aperto al pubblico ?
Mica vorrà scoparmi, uno il cui nome ricorda una marca di trapano da hard discount…
”un fantastico trapano Sdeman senza filo a soli 9,90”
Lo deve avere grosso uno che si chiama Sdeman. Ma a che cazzo sto pensando ?
Sono le 18 domani magari non riesco a vedere i miei amici di un a vita (Rum coca, vodka e lemon), oggi ci passerò un po’ più tempo.
Cosa c’è di meglio di un Gin Tonic fatto da un barista svogliato in botta ancora da fine settimana, nella città che non esce. Poi potrei avere uno o anche due mali incurabili morire in pochi mesi, potrebbero essere gli ultimi momenti di ebbrezza e di vita.
Entro in uno dei miei tre bar preferiti dove ormai conoscono il mio gomito, ne ordino due per non alzarmi più, gli dico di portarmi fuori il secondo fra dieci minuti, così poi,quando arriva con il secondo gli ordino il terzo….(d’altronde potrei avere un tumore al cervello, che senso ha preservare il fegato, e come lavare la macchina prima di fare un safari).
Esco con Ginepro, il barista mi avrebbe sicuramente parlato di calcio, ha sciarpe appese dappertutto ed è lunedì, io il calcio l’avrei dato volentieri in culo, mi ha messo il Bosford dentro il gin tonic, bevo solo Bombay.
Fuori il primo freddo d’inverno, ma c’è vento da due giorni l’aria è pulita e profumata, mi godo il giallo e il rosso mattone dei palazzi di inizio secolo, in questa città dall’aria raramente trasparente, città deserta come agosto, classica serata dove in giro trovi matti e randagi.Di fronte a me una matta per l’appunto, si capisce dallo sguardo, dal movimento ossessivo del tronco avanti e indietro, da dieci Philip Morris Gialle spente nel posacenere tutte a metà, dalla tuta in acrilico viola e rossa che la fa sembrare Mazzinga zeta.
Ma è bella, una bellezza stanca mangiata dalla tensione, bellezza stremata da chissà quale storia.
Le chiedo una siga risponde che non me le può dare le stanno finendo, (è pazza mica scema) spegne la sigaretta a metà ne accende un’altra. “Come ti chiami ?”“igor”“io Carla piacere” Sento che abbiamo qualcosa in comune e mi fa impressione trovarmi a mio agio con un matto, dovrei essere parte sana della società io, non so che dire, frase di circostanza:
“Bel nome, mia madre si chiama Carla” e lei come se nulla fosse, senza guardami in faccia sempre ondeggiando avanti e indietro: “Sta male tua madre non è vero?”
Cazzo di sensibilità dei matti e poi l’ho detto c’è qualcosa tra noi…ma mi sento come se passeggiassi di sabato pomeriggio in via della Spiga in mutande con una macchia di piscio davanti. Mi ha subito scoperto l’anima.
Continua gioco folle, di scambio di vita di intimità, un metro io un metro lei.
“si mia madre sta male, muore ogni giorno di più e nessuno mi dice perché”
Un metro lei: “io mi chiamo Carla ma prima mi chiamavo Giovanna, ma poi ho deciso di non chiamarmi più Giovanna” Accende un’altra sigaretta con la metà che poi spegne, ne ha già spenta un intera, quella che non mi ha voluto dare pazza bastarda, darei l’anulare per una paglia (tanto non mi sposerò mai), ingollo gin.
“Giovanna lavorava faceva la cameriera. A Giovanna piaceva lavorare, lavorava bene era scrupolosa, precisa responsabile, lavorava tanto bene che poi hanno deciso di prenderla anche per fare da baby sitter a tempo pieno in quella bella casa con i balconi pieni di edera. Giovanna così si è innamorata del figlio della famiglia della nuova parte del lavoro. Lui come tanti uomini non ha capito il suo amore e ha approfittato del suo benessere della sua posizione del suo fascino da padrone, poi non ha voluto più Giovanna ne la nuova vita dentro di lei.
Giovanna era brava non aveva vizi non aveva colpe, Carla no”
Mi ha dato un chilometro….non ho più metri ma so che ormai al mondo solo i pazzi sono generosi.
Capisco perché spegneva le sigarette a metà (era la metà che Giovanna non fumava).
Riprende:
“adesso vado mi sono cagata addosso, arriva mio fratello, lui povero continua a chiamarmi Giovanna, vorrebbe che tornasse ma io non voglio”
Si ferma una macchina, un uomo dalla faccia stanca mette un asciugamano sul sedile apre lo sportello.Va via senza salutare senza avermi guardato in faccia, probabilmente era Giovanna che non ha più il coraggio di guardare un uomo in faccia.
Arriva il secondo Gin Tonic con il Bombay questa volta, barista sciocco mi chiede scusa per la puzza di merda di Carla/Giovanna, non immagina che a me puzzano più di merda le sue scuse borghesi, ma per farsi perdonare mi propone il terzo io vedo, rilancio per il quarto, così faccio poker e prendo il piatto.Penso che bevo esattamente il contrario di come regalo Tulipani, sempre in numero pari.
1 drink nemmeno mi siedo, i miei baristi non mi danno nemmeno il resto di dieci euro…
2 drink può bastare per serata tranquilla, testa lucida per serata libro e canna…
3 drink sei a metà fra lo sbronzo e il tranquillo, non ha senso…
4 drink sei sbronzo per due ore se la serata finisce presto sei a posto…
5 drink se ti fermi stai male…
6 drink è quello della reazione fisica d’orgoglio hai imparato a sintetizzare, pisciata lunga soddisfacente rinfrancante il fisico ringrazia, sono diventato immortale !
Poi vado a 2 all’ora, fino alla fine dei miei giorni (poi dicono che vivo troppo e troppo veloce)
….Ritorno sulla terra domani un uomo un trapano, che di mestiere annuncia disgrazie mi vuole vedere dopo l’orario di lavoro suo e mio.
Ma il gin addormenta la mia preoccupazione scaccia paura, non c’ho voglia di dormire penso al resto della serata.
Penso ancora c’è un momento della serata o mattinata (dipende come sei messo) in cui il bevitore decide di cosa farsi:
-rum e wisky sbornia morbida calda che sale piano e ti vuole bene, il rum ti vuole bene anche “la mattina dopo” il wisky no….
-Gin riflessiva il giorno dopo non ti vuole proprio bene anzi tenta di ucciderti (così come tutti i distillati, grappa ecc)…
-Birra allegria che non ti accorgi che arriva, ma lenta, io in genere voglio tutto e subito “mattina dopo” stai anche meglio che se non avessi bevuto…
-Vodka , grazie di esistere,non ha quasi sapore, lei ma quando arriva in testa ormai è troppo tardi sei fottuto, “la mattina dopo” non me ne ricordo una…
- Tequila, quasi tutti quelli che conosco hanno smesso di berla a 16 anni, diciamo, dopo incidenti di percorso, di “mattine dopo” me ne ricordo una sola, e la ricorderò per tutto il resto della mia vita
-Vino è serio proposito dedicarti prima di morire tutte le parole più belle di cui sono capace in un poema in 3 tomi, inferno purgatorio e paradiso della mia anima….
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Bevuto l’ultimo sorso del 4° gin tonic ore 21.
Troppo ubriaco per tornare a casa troppo presto per andare a chiudermi in un posto dove la musica avrebbe dato degna sepoltura alle emozioni negative e ad un giornata di merda. Dovrei per caso pure preoccuparmi di essere in forma per Sdeman o peggio per il lavoro.
Non amo mangiare da solo nei ristoranti, guardo il telefono, vedo una foto sul telefono, mi fa pensare che avevo un mezzo puntello una di queste sere, una lurida conosciuta durante una serata tecno, non dormo da 18 ore, ma tanto non riuscirei a dormire in ogni caso…
“pronto Camilla ci sei per cena insieme ?”, lei “chi sei?” “tu…tu…tu…tu….” Domanda a cui non mi sono mai sentito di rispondere “chi sei”, non ho una risposta affidabile, o lo sai e lo capisci dalla mia voce chi sono in quel momento, o ti accontenti di non sapere e fidarti dell’istinto, o non sei una donna con cui mescere del vino … Telefono squilla stavolta il mio…..è di nuovo lei…“Ma Igor”
“Chi sei ?”
“ma sarai pirla ?”….
”caso mai testa di minchia sono nato a Palermo”…
“ma mi hai chiuso il telefono ?”,
io penso il telefono non si chiude…, parlo meglio io che sono Afro-Siculo-Giapponese.
Milanesi ignoranti, ore metto giù di nuovo.
Si chiude la conversazione o si mette giù il telefono, anche se è figurativo e non è più rappresentativo della realtà, in quanto coniato nel periodo della cornetta, da quando i cell. del cazzo hanno invaso le nostre vite, effettivamente non ha senso.
…finito di vaneggiare le rispondo:
“Come e dove te lo posso chiudere il telefono se sono qui ?”
“Ha parlato Hemingway da Porta romana”
…incredibile donna bionda che capisce un battuta e cita Hemingway nella stessa frase, se non fosse che ha una seconda scarsa sarei costretto a rivalutare la mia teoria sulle bionde, poi magari non è bionda naturale, penso che ho intenzione di scoprirlo stasera…
“Mi fai compagnia stasera ti passo a prendere e andiamo a mangiare un boccone…fra dieci minuti giù da te, ho il casco”
Arriva bassina non grassa non magra, bel sedere sguardo vivo blu (rarità) trecce bionde lisce, mi piacciono le sue calze parigine righe verdi rosse senape, gonna beige, maglioncino scollato nero, sciarpa abbondante sul seno non, (per non sbatterti la verità in faccia), giubottino jeans sfilato anfibi verdi…Tutto sommato è il mio tipo… le trecce lisce corte mi piacciono compensano il biondo.
L’unica tipo di donne a cui non mi venderò mai, o meglio mai più, sono capelli lunghi biondi. Basta farle entrare in casa una volta strapazzarle un attimo, e ti ritrovi sti cazzi di capelli in giro per mesi, perchè non li vedi e quando meno te l’aspetti loro ritornano e te li ritrovi da nascosti di rettamente nel piatto di spaghetti o già in bocca….e mentre provi a sputarli facendo un casino sulla tovaglia migliore pensi :
“E’ lotta impari fra uomo e pelo….”,
a quel punto meglio prendere un Labrador fulvo, è fedele ha i capelli più corti, e scopa meglio.
Mentre penso a questi dogmi della vita, è arrivata mi da un bacio.
Ha un buon profumo di vaniglia e miele direi bagno schiuma Neutro R., l’ultima volta che ci siamo beccati puzzavamo di fumo e alcol, erano le sei e un quarto di mattina ci siamo scambiati i numeri di telefono e fatti una foto e messa come screen saver nel telefono per ricordare…
era ieri una settimana un mese o un anno fa ?
“Dove andiamo a mangiare ?”
“fai tu” speravo me lo dicesse e non mi chiedesse di mangiare sushi… Tutto semplice con lei, ho bisogno di carboidrato, vado verso un un ristorante Siculo – Calabro -Campano – Pugliese”, nel mangiare sono schifosamente campanilista…Seduti al tavolo ordino una boccia di Morellino, lei mi dice :
“non bevo sopra i quattro gradi”
“Cos’è una sorta di islam moderato ? tipo fai solo pompini ma non scopi? e ti lanci contro i palazzi ma non ti imbottisci di esplosivo? ”
penso che forse ho esagerato in fin dei conti c’ho passato due ore in vita mia insieme e avevamo tutti e due le mutande…
“Ma te sei proprio scemo”
“Non mi dare del te, a quest’ora poi non dormo”….adesso se la capisce si alza e se ne va.
“Non ho capito”
…meno male penso è bionda naturale…con lei è tutto semplice.
“cosa prendi ? Io pasta con pinoli e pesce spada e melanza”
“io pure”…stessa pasta è un segno del destino ?
La serata va avanti, ridere vino poi serata elettronica entriamo, luce musica.
Ho abbassato la gradazione dal gin al vino sono un po’ giù, il freddo in motorino mi ha fatto riprendere la gente non ha niente di interessante, è presto…. compro una vodka liscia la ingollo la situazione migliora….Lei mi scioglie un anfa nella seconda vodka e ne ingolla una sciolta con la birra, mi ricordo cosa mi aveva colpito di lei quella sera….Passa un oretta…
La musica inizia a salire di frequenza, inizia con un brivido dal coccige, mi sento come se una mano morbida mi stesse strizzando la spina dorsale come un panno bagnato man mano che il pezzo sale spinge la mia vita liquida le mie emozioni al centro preciso della testa man mano che il reef aumenta la frequenza si avvicina al centro arriva, arriva…sdeng !
…la mia felicità e tutta li con me davanti a miei occhi il mio corpo e la mia ansia è solo passato, sono nato per questo lo sento dentro fuori convenzioni cravatte discorsi inutili, come se avessi lasciato fuori l’armatura addosso solo musica ed energia buona… guardo Camilla che bel sorriso è d’accordo con me con lei è tutto semplice, è la seconda volta che siamo fatti delle stessa pasta….anzi la terza…da quando ci conosciamo (se contiamo il ristorante di prima)..
Mettiamo su gli occhiali da sole la disco luce è troppo forte, e io mi devo concentrare sul morbidone.
Lei pure ha gli occhiali rossi a forma di cuore, come la riedizione di Lolita, è un po’ Lolita nei modi.
La serata finisce dopo un po’ di urla e strepiti me ne faccio una ragione…se non finisse stasera non arriverebbe il giovedì e io amo il giovedì.
Esco guardaroba con Camilla, ci guardiamo che belle facce che abbiamo sembriamo usciti da una beauty farm.
Camminiamo abbracciati ballando e saltellando le metto in bocca un lexotan, siamo troppo accelerati, catena motorino e via verso casa, non c’è nulla da dire ci siamo scambiati tutto mancano solo un po’ di liquidi corporei.
Mi stringe forte ha una bella energia, arriviamo a casa, apro il frigo prendo l’ultima birra l’apro la bevo, mentre bevo inizia a baciarmi il collo, inizio a baciarla con la bocca piena di birra lei beve si sbava io ovviamente non spreco l’alcol….lei da un calcio ad una pila di piatti li fa cadere ridiamo e siamo nudi, è naturale, velocità giusta santo lexotan, è sesso in piedi è sesso caldo umido rosso istinto emozione felicità.
Con lei tutto semplice, ma in fin dei conti non c’è nulla di complesso nel levarsi le mutande.
Lei si addormenta meno male non mi abbraccia, posso alzarmi, io fra due ore lavoro, leggo Pirandello, lui si che si drogava il bastardo…faccio una doccia caffè…
scrivo un biglietto a Camilla, disegno un tulipano lascio una canna per colazione:
”lascia la chiave nella cassetta delle posta e fumati la canna, non fare il contrario”
sono stato sempre un tipo premuroso.
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“CHISSA’ SE LA TROVO IN STAZIONE………
NON BISOGNA MAI SMETTERE DI SOGNARE
SE FA BENE E ATE E NON FA MALE A NESSUNO”
Ed eccomi davanti lo specchio Camilla dorme un sonno profondo nell’altra camera.
Un po’ di invidia per la sua tranquillità, le hai esaurito tutta la vitalità dentro di se, chimica e non, e si è spenta.Io esaurito e messa a riposo la mia parte marcia placata della sete di vita divertimento ed emozione è come se avessi lasciato adesso spazio ad un’altra, grigia insulsa pronta a subire l’infamante routine del giorno.
Ora mi ritrovo con l’ansia tipica di ogni impiegato la mattina, mi raso scelgo dei vestiti che sono un buon compromesso fra la felpa con il cappuccio i pantaloni larghi che ho lasciato sparpagliati per terra sporchi, anzi puliti, di birra di sesso e di vita, e il vestito grigio con camicia bianca e scarpe nere come metà del mondo mi vorrebbe.
“Non mi avrete mai come volete voi”….come recitava un film d’orrore come quello che mi aspetta per le prossime dodici ore..Maglioncino, camicia, giacca blu pantalone beige clarcks (che hanno la doppia valenza da ragazzino scemo e fattone alternativo di piazza san babila anni settanta), le mie si vede che hanno un passato da raccontare, lo sento quando le indosso e prendono docili la forma del piede, senza costrizioni mi parlano di camminate troppo lunghe, di cadute su lacci ubriachi di calci, che non avrei dovuto dare.
Mi guardo alla specchio, sorrido, vestirsi è un modo di comunicare non è più funzionale, è farsa è maschera, penso che se ogni impiegato si dovesse vestire per ciò che vuole comunicare avrebbe solamente due scelte :
- CAMICIA DI FORZA
- NERO LUTTO
Per me in questo momento non è troppo diverso da quando scelgo una parrucca o il resto del look per andare a ballare, ti sforzi semplicemente di essere in tono con tutto quello che hai intorno.
Quando vai a ballare vuoi essere parte del tutto per comunicare che ci sei che vuoi conoscere che vuoi vivere che vuoi ballare che vuoi ridere….quando vado in ufficio lo faccio per diventare invisibile per non aver rotto le palle dal primo stupido, che ti fa un appunto, sarei costretto ad ucciderlo e da un paio di anni ripudio la violenza fisica.
Penso alla mia agenda riunione alle nove e trenta, entro vado, passo la mattinata a spiegare moltiplicazioni e divisioni a pinguini dallo sguardo ottuso impiccati in pregiati cappi di seta da 100 € cad., che guadagnano in un mese quello che io guadagno in un anno.Mentre parlo mi viene da ruttare la Vodka, il mio cervello ha smaltito lo stomaco no.
Mi piacerebbe far partire un file da elettrodi collegati direttamente al cervello, e proiettarlo sulla parete con le ultime immagini della mia vita vissuta, io che bevo vodka mangiando in mezzo a luci ed energia per loro sconosciuta, che mi tiro su il cappello appena il carico arriva, io che lecco e bacio Camilla.
Immagino le loro facce, alcune sconvolte, alcune invidiose ma che dicono parole di dissenso con il vicino che annuisce, io prenderei il mio badge e lo tirerei in faccia al più antipatico congedandomi con un rutto gigante, lasciandoli li a convincersi che il pazzo che ha appena sprecato la propria vita sono io.Niente di tutto ciò purtroppo accade sul serio, non ho ancora le palle abbastanza rotte.Alla fine invece convinco l’insulso uditorio, che sono capace di fare le operazioni elementari (io si loro no), sono le 11, circa torno barcollando verso al mia postazione.
Di mangiare non avrei troppa voglia, per me è ormai un evento sociale più che altro, poi l’idiozia mi toglie l’appetito, ma su in mensa danno la birra gratis ed io ho bisogno del richiamino alcolico.
Vado prendo una Heineken, non mi piace tanto il sapore quanto l’odore, ricorda vagamente la Maria…prendo anche tre piattini di verdura contorno e frutta, che dopo mescolo fra di loro per dare l’impressione di aver mangiato.Un tipo mi incontra mi guarda nel vassoio e mi dice….
“Sei a dieta ti stai preparando per qualche gara ?”
“Si una Maratona”…dico, penso “di alcol, l’ho fatta ieri e non ho vinto, stasera riprovo…”
Sorride compiaciuto probabilmente per il fatto di essere circondato da gente brava sana e integra nel corpo e nello spirito (in realtà io più nello spirito che nel corpo).
Stasera nella palestra da 100 € (sembra essere un obolo fisso per i dementi) al mese potrà raccontare che ha un collega che corre, che ci vuole provare anche lui, inizierà così a mettere il percorso più faticoso sul tapisrouland, spero gli scoppi una coronaria, mentre penso tutto questo gli sorrido e me ne vado…
Finito di mangiare la mia birra, mi sento più tranquillo, passo il pomeriggio con colleghi in cui noto almeno un pizzico di follia.Guardo l’orologio Sdeman mi aspetta, l’avevo quasi dimenticato….
GLI UOMINI PEGGIORI SONO
INCOSCIENTI DELLA LORO STUPIDITA’
Quanta violenza,
mancanza di grazia e intelligenza ogni giorno in giro,
ferocia inutile da animali stupidi.
Negli anni ho perso la voglia di aggredire
lasciando morti per terra schiumanti di sangue,
non per vigliaccheria ma per stanchezza.
Solo luccicante libertà,
immodesta consapevolezza di diversità
rende la vita splendida giostra.
Oggi uccido con due spallucce e un sorriso.
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Qua davanti al citofono,
studio D.re SDEMAN, no ci credo che sono arrivato veramente, guardo il palazzo:
“fascio architettura”, grande, ingombrante, quadrata, scura, grave, inquietante, penso che la storia ha lasciato un bel po’ di merda in giro.
Penso ad altri sciagurati esempi assimilabili, il più lampante, via dei fori imperiali, cazzo di strada fatta costruire da Mussolini ai gloriosi tempi in cui i treni arrivavano puntuali (non poteva fare il capostazione? Invece di massacrare le palle all’umanità, lui prima e le sue generazioni successive dopo) strada che violenta Roma aprendo a metà e seppellendo il centro antico, strada costruita per le parate militari, come dire sciagurata sin dal motivo per la sua creazione.
Rovinare sacra delicata ed elegante cultura antica, per un uso violento funzionale durato pochi decenni, adesso devi salire su per l’inutile scalinata dell’altare della patria per poter godere resti della vista di antico splendore.
“Altare” significante di sacrificio e credenze inutili.
“Patria” concetto astratto creato da uomini in delirio di onnipotenza, al solo fine di poter esercitare potere su masse di individui ignari per proprio tornaconto personale.
Due parole che già prese a solo mi fanno venire un attacco fulmineo di orchite, figurati l’una accanto all’altra.Suono campanello citofono, solita assistente lobotomizzata che nello studio di un neuro chirurgo non lascia presagire niente di buono.
Scale larghe e luminose, 4° piano, salgo a piedi, non sono abituato all’ascensore, claustrofobia fastidio imbarazzo di dover scambiare parole inutili con sconosciuti di cui non conoscerai mai la storia.
Campanello, la lobo-bionda apre porta studio con la borsa in mano, (peccato avrei voluto fare un po’ lo scemo con lei nell’attesa, giusto per sdrammatizzare), mi fa entrare mi indica la porta oltre la sala d’attesa e mi dice il dottore l’aspetta….Entro inizio a guardarmi in giro ci sono circa dieci passi, dieci passi che potrebbero cambiarmi la vita, che di per se è una questione di passi metri centimetri fatti in una direzione nell’altra, non è fato, non c’è destino non c’è Dio, solamente casualità direzionale.
Anticamera e arredamento leccati molto design freddo, fatto di sedie e poltrone che non sapresti come affrontare. Riviste mensili da 10 euro cad. nel tavolino in cristallo della sala d’attesa.Trovo feroce la presenza di quelle riviste che fanno venire il desiderio di oggetti a persone cui lui, con la semplice apertura di una busta, un valore fuori norma, una macchia nera dove non ci dovrebbe essere, in pochi minuti potrebbe negare per sempre.
Lo trovo particolarmente sadico da parte del trapanatore, visto che del funzionamento della mente fa il suo pane quotidiano.Mi avvicino alla porta, sente i miei passi mi dice “avanti” prima che abbia il tempo di bussare.
Chiaramente mi stava aspettando era impaziente del paziente…io invece paziente non lo sono. Mani sudano freddo, mai visto in faccia, ma la voce e bassa e calda, immagino abbia la barba.Apro la porta entro mi aspetta seduto davanti a me un uomo grasso sulla sessantina, ha la barba lunga folta nera e grigia arriva quasi fino agli zigomi ricoprendo tutta la faccia, la poca parte non pelosa è ricoperta da occhiali da vista con vecchia montatura dorata a goccia e lenti mediamente spesse, praticamente un uomo che avrà disponibili non più di tre espressioni facciali.
Praticamente un incrocio fra uno Snauzer sale e e pepe e Babbo Natale dopo che sono morte le renne…Mi dice:“si accomodi” indicando la sedia con le dita gialle di nicotina.
Mi conforta il fatto che un medico fumi come un marocchino, la sua incoerenza, che normalmente negli uomini mi fa venire l’orticaria, mi mette a mio agio, come dire non è un tipo equilibrato, l’imperfezione è debolezza, chi è debole non mi potrà distruggere.
Entro mi fa la domanda magica :“Beve qualcosa?
”Rispondo che normalmente non bevo (non gli voglio dare lo stesso vantaggio che mi ha dato con le sue dita), ma vista la situazione magari avrò bisogno di qualcosa che mi sostenga, gli chiedo una vodka liscia senza ghiaccio, riempie un bicchiere con una quantità degna di un milk shake menù grande….
Mentre liquido bianco e luminoso scivola placido nel bicchiere come se fosse inconsapevole della sua potenza, ripenso a Camilla e la sua aggiunta…..
“Mi premeva innanzitutto tranquillizzarla, lei non ha nessun tipo di patologia, nel senso che fisiologia del suo cervello funziona perfettamente
”Sul funziona perfettamente” io ho serissimi dubbi penso, poi mentre ancora fantastico, inizia a farmi delle domande di carattere generale del tipo:“lei fuma sigarette ? beve molto, si idrata ? che mestiere fa ? problemi di depressione ?”
Rispondo: “Guardi non fumo sigarette (dolo omissivo), bevo tantissimo (dolo commissivo), faccio un mestiere come tanti altri (dolo depressivo)”
“E la depressione ?”
“Chi non soffre di depressione almeno una volta al giorno, quando guarda il TG?”
Capisco che sta andando a casaccio ci gira intorno, non so se continuare questa specie di partita a scacchi intorno la mia psiche o rovesciare tavoli e pezzi della scacchiera per capire la sua reazione…Rovescio:“senta, sono venuto qui perché avevo mal di testa, e mi ritrovo fuori orario ricevimento a bere un litro di vodka, con lei che mi chiede se soffro di depressione, dopo che ha fatto una Tac al cervello?
”Vedo che quando nomino la parola cervello….lui sorride, penso ora gli sputo in faccia, ma continuo….
“ovviamente se sono qui in questo momento e in questo modo avrà qualcosa di interessante da dire, ma mi sento un po’ un animale braccato, lei si è messo nella classica posizione superiore di chi gode di asimmetria informativa, è un meccanismo che trovo estremamente banale oltre che fastidioso subire da una persona nella sua posizione”
Finalmente per un attimo vedo lo Snauzer cambiare espressione (una delle tre possibili, fra: ascolto saggiamente, parlo saggiamente, e il colpo apoplettico, mi rimane solo la terza spero di vederla prima del secondo drink).
Si passa una mano nella boscaglia, per un attimo infinito temo che non sia più capace di tirarla fuori, poi riesce. Probabilmente per sottolineare, che mica parla a vanvera e allo stesso tempo captare la mia attenzione, molto teatrale come comportamento.
“Guardi io l’ho convocata per parlarle con calma, come le ho detto il suo cervello….
” Altro sorriso “o meglio i suoi cervelli funzionano perfettamente, Si proprio così….ha sentito bene i suoi Cervelli…..Lei ha due porzioni di cervello ognuna divisa in due emisferi, che poi si riuniscono in fascio di terminazioni nervose esattamente doppie rispetto ad un cervello standard all’altezza dell’Atlante e dell’Epistrofeo, guardi si vede chiaramente”…Così facendo con una certa perizia scenica tira su una tapparella, sotto alla quale aveva appeso una immagine curiosa,(la tac del mio cervello) ed una che invece mi è più familiare e mi rimanda a certi libri delle elementari dal titolo “il meraviglioso corpo umano”.
“la cosa più curiosa è che lei non apparenti problemi di trasmissione del movimento o handicap”
Penso… “lei invece si”…dico“Il suo complimento mi lusinga…”…continua, non curante del mio cinismo….“Siccome il caso come capirà è tanto raro quanto interessante, volevo chiederle la disponibilità per poter effettuare una serie di test e di esami per comprendere la fisiologia funzionale della sua massa cerebrale”
Io…
”NO”
“Guardi le assicuro che i non sarà doloroso”…..io….“Guardi il dolore non mi hai mai spaventato è scoprirne la causa che mi disorienta, potresti anche realizzare che non ne esiste una soluzione, in quel momento scopriresti di essere fatto, senza sogni senza desideri e senza speranze, senza via di fuga dal dolore infinito.
”Lui mi guarda un po’ disorientato, non sa cosa dire…..poi….“Guardi ci pensi io nel frattempo le do i risultati degli esami, se dovesse cambiare idea io la vorrei sottoporre ad una set di test psicologi, ed un set di test neuro-psichiatrici, in ogni caso se dovesse ancora avvertire, fastidio tipo il mal di testa che l’ha portata a venire qui da noi o altro che lei non ritiene normale mi faccia sapere, le do il mio numero privato, avrà una corsia preferenziale su tutti gli altri pazienti.
”Svuoto con una certa facilità che lascia presagire abitudine il mezzo litro di vodka rimasto ringrazio saluto….guardo l’orologio sono ancora in tempo per trovare libero il mio sgabello preferito davanti al bancone preferito, davanti al mio barista preferito, prendo la mia busta con la foto dei quattro emisferi e vado via….
“Ci penso su eventualmente come dice lei prendo la corsia preferenziale….”
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Scale in discesa,
sono fuori senso di libertà…non mi và più di andare al bar…
Vento freddo di primo inverno che taglia in due la faccia, che si è persa l’abitudine.Ultime foglie d’autunno che si rincorrono in turbini e spirali su un marciapiede,chissà se giocano o litigano, vento strano insolito, forte, strada lunga deserta, marciapiede largo. Sotto la luce bassa dei lampioni l’ombra di un uomo cammina con passo inutile lento e gobbo. Sotto il braccio come fosse una baguette, una fottuta busta gialla.
Busta gialla di quelle con la graffetta ripiegata per assicurarne un contenuto grave, troppo grande per essere infilata in borsa o nel portafogli, busta grande che non puoi dimenticare busta grande che puoi solo perdere. Scomoda nelle dimensioni, scomoda nel contenuto.
Eppure quella busta inizia a spiegarmi, mi spiega la mia camminata strana, il mio passato,Il presente che non esiste, il futuro che avrei dovuto affrontare.
Ripenso alle parole dello “strizza”…”due cervelli che funzionano perfettamente”…..effettivamente conduco una vita doppia, se non fosse che fisiologicamente le mie membra ogni sei giorni, circa, necessitano di riposo-svenimento, potrei passare settimane intere a fare questa vita, direttamente da una giornata di lavoro inutile stupida fatta da rassicuranti mostruosità :
il caffè velenoso la mattina appena arrivi in ufficio, che ti sveglia più per quanto fa schifo che per la caffeina,
la pacca sulla spalla di una persona che non avresti mai voluto toccare,
per passare dopo otto ore e per altre otto, ad:
alcol anfetamine, metanfetamine, lsd, popper, trip, marijuana, micropunte, funghi, serenol, lexotan, aldol, seroprene, xanax e poi di nuovo alcol fumo musica che ti strappa l’anima fino all’alba, fino al pensiero che torna che ti dice, via felpa e cappuccio e occhiali con lenti per coprire la pupilla troppo dilatata, su con giacca cravatta… su….Sono due cervelli che funzionano separatamente…. Non si parlano usufruiscono del mio corpo se ne approfittano lo succhiano lo consumano lo segnano lo attivano in modi del tutto diverso diventa contenitore di gestualità e comportamenti totalmente diversi…mi domando se sono sempre stato così… ricordo che tempo fa che tutto funzionava senza regole le poche che dovevo rispettare non le subivo le rispettavo in silenzio senza dare troppa importanza sapendo che non erano cosa mia che non sarebbero state per molto nella mia vita, per quell’epoca in quel momento non erano nemmeno cosi costrittive le responsabilità erano limitate, gli obblighi non asfissianti e in un certo qual modo spesso posponibili, non ti levavano il fiato, non ti soffocavano a metà giornata costringendoti a fare una passeggiata in balcone pur di sottrarti anche per un attimo alla vista di tanta oscenità.
Mi chiedo a volte come abbia fatta l’uomo a ridursi da essere peloso forte, autonomo, fiera bestia a quattro zampe, con l’unica preoccupazione gli alberi e le banane, ad arrivare fino a questo punto, la metro la mattina la coda per il cappuccio, la domenica pomeriggio all’ikea, le giornate passate a produrre impulsi elettrici inutili che poi vengono archiviati in stupide scatole rettangolari dal colore anonimo chiamate computer….tutto questo partendo da alberi, verdi e banane, gialle.
Quanti bisogni inutili che ci siamo creati, vestiti scarpe macchine circoli club amicizie… buon selvaggio perso fra i meandri della tecnologia avanzata e della psico-analisi.
Ma ormai sono qui sono spaccato, sono ambo sono due e non posso più risalire sull’albero, sono bestia e aristocratico, sono vivo e sono morto. Ogni sera muoio o resuscito di pende da come vedi il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
Peccato però che quando cade per terra è sempre mezzo pieno…. Mentre penso al fatto del bicchiere, mi accorgo di essere arrivato a casa, ho già le chiavi in mano, dall’ultima volta che ho fatto quel gesto al contrario mi sembra passata veramente un eternità, è conseguenza del mancato sonno, del mio essere doppio, vivo il doppio ed effettivamente i tempi si allungano.
MI ricordo di Camilla della canna del biglietto, spero mi abbia lasciato due tiri della canna così non mi devo fare lo sbattimento di farne una da totalmente sobrio (se non consideriamo la mezza litrata di vodka del barba dottore), mi rendo conto che non mi dispiacerebbe dopo questa giornata assurda se lei fosse rimasta li ad aspettare…..sperare non fa male a nessuno soprattutto se lo tieni per te….
Entro in casa luce spenta le mie pupille nere prima di trovare il fuoco corretto nell’iride nocciola impiegano un po’ di tempo ad allargarsi e stingersi proprio come l’obiettivo di una macchina fotografica, in casa profumo di ganja…dopo un po’ riesco a vedere, lei distesa sul divano, il mio lettore suona Summer Time Nina Simone si è impadronita di tempo e atmosfera e probabilmente anche della mia anima, lei sul divano mi guarda, sorriso grande di chi non ha motivo di mentire, io mi vergogno un po’ come per come sono vestito mi spoglio…diventiamo uno, è forte siamo sobri o quasi è bello come quando eravamo strafatti la guardo per la prima volta la vedo non distorta, mi piace la trovo bella proporzionata profumata lei ha fatto la doccia io no….scopiamo, riscopiamo strascopiamo…..pensavo fosse per causa di tutto l’alcol di tutta la droga che avevo in corpo che fra di noi la chimica funzionasse, come dire con tutte le sostanze che avevamo in corpo era impossibile non andare d’accordo…invece no funziona anche senza…il tempo passa i nostri odori i nostri liquidi le nostre anime si mescolano, ci mettono poco incredibilmente poco è giovedì e ora di andare a letto domani si lavora per il resto del mondo, io invece mi alzo dal letto profumo di sesso mi metto ai fornelli, mi alzo dal letto finalmente di nuovo “mister Hide” felice ed incosciente noncurante di orari regole e convenzioni, cucino prima di iniziare la serata, il giovedì a milano la serata è tosta bisogna nutrirsi bene lo sanno tutti i farmaci debbono essere presi dopo mangiato contrariamente rovinano lo stomaco.
Faccio su una canna e due rhum e coca che farebbero fallire un bar di medie dimensioni, Camilla è accanto a me non mi chiede nulla non ha paura è tutto normale, con lei non mi sento un marziano, Sdeman non mi fa più paura, mi sento quasi bello e superiore nel mio dualismo, so che non può durare molto, ma è giovedì sera la pentola bolle e il ghiaccio si scioglie nel drink, fra un po’ i bar ma solo alcuni solo quelli giusti si popoleranno (giovedì è una serata per intenditori non per aspirantii veline già fallite in cerca del pompino risolutore), i dj nei club luridi provano i piatti e regolano i mixer si fanno prima di iniziare la serata, c’è chi prova vestiti, c’è chi cerca l’ultima fatta in un vicolo prima di uscire, c’è chi va a letto dando otto mandate alla porta e spegnendo i riscaldamenti per risparmiare, io calo 400 g di pasta faccio su un’altra canna e altri due robustissimi avana, lei mi segue alla goccia, potrei innamorarmi se sapessi cosa vuol dire, se domani lei non si svegliasse con l’altra metà di me cinica rassegnata e rinunciataria, ma domani è lontano io non ho tempo e voglia di pensare.
Per adesso canticchio e saltello, lei salticchia e cantella,
ma è praticamente la stessa cosa.
Un mostro meraviglioso si è impossessato delle mie azioni…. ci sarà musica che gran parte del mondo non può capire, sconosciuti di cui tutti hanno paura che si amano come fratelli….nel frattempo noi pasta fame chimica, mangiamo tanto in fin dei conti è il nostro unico pasto, noi come i cani mangiamo una volta al giorno, come i cani scopiamo ogni volta che ne abbiamo voglia, cani essere superiori dominati solamente da una splendida e pura intelligenza emotiva…esseri sinceri e puri (amores perros).
Così accade di nuovo sesso per terra in doccia e via.
Il motorino mi aspetta pronto e placido, lo accendo un frullatore fa un rumore più maschio, ma non mi interessa “funge”… trasporta me la mia gioia la mia donna e le nostre scimmie, tutto in due comodi posti.
Con Camilla parliamo ridiamo scegliamo la serata, tutto con il vento in faccia, facendo lo slalom fra zombie di rientro nelle loro tombe, siamo troppo molli per una serata hard core, troppo energici per una serata house, scegliamo una serata Dramm’n base, artista di Londra, insieme a Berlino il massimo dell’avanguardia della musica elettronica.
Il viaggio in motorino è bello fa parte della serata ridiamo, ci abbracciamo come 14enni c’è stato tanto stasera ed il meglio deve ancora venire, nessuno dei due ritiene opportuno far discorsi seri e inutili promesse di amore eterno, non c’è nulla da dire tutto è molto chiaro fra le nostre braccia, finalmente arriviamo….quando entriamo la serata è già avanti, penso che noi siamo in grado di recuperare…..Guadagniamo il centro davanti della pista davanti alla consolle un po’ defilati sulla sinistra (non riesco a concepire la destra nemmeno in questi momenti).
Siamo li a guardare l’uomo che ci fa sognare, si diverte anche lui canticchia e saltella con noi, muove mani lunghe e bianche fa girare dischi ci dona vita energia, non c’è volgarità nei nostri movimenti nessuna pretesa di dimostrare di far vedere di apparire, solo scambio di energia con il mondo con te stesso, con esseri meravigliosi come te che ti ritrovi accanto hanno le tue stesse esigenze vi scambiate da bere da mangiare da fumare, i pezzi si susseguono i video ti rapiscono, brividi freddi, brividi caldi, brividi di piacere su per la schiena senza dare tregua con una soluzione di continuità e piacere che sembra essere infinita, passano le ore non sento stanchezza, LACami (come si dice da queste parti) è accanto a me, bello trovare una persona cui non devi chiedere non devi spiegare. Esagero nel bere esagero nel fumare nel tirare nel mangiare, ma la serata è super, la musica non ti da tregua, io non lo faccio perché sono infelice, ma semplicemente per esserlo di più in questo momento.
La droga che prendo non riesce ad annullare stati d’animo li amplifica, mi viene in mente una frase di Izzo…”Non si beve per dimenticare, ma per ricordare”.
Via così in tranquillità fino all’ultimo pezzo, che bastardo arriva, sono le cinque di mattina ho ancora energia, non le chiedo nemmeno se vuole tornare a casa sua, ovviamente lei non si oppone, penso che praticamente l’ho rapita da due giorni chissà cosa fa nella vita, il mondo dovrebbe essere fatto da studenti e disoccupati, sarebbe anche una favola girare all’ora di punta.
Ultima birra, entriamo nella mia casa da single con armadio da single, cesso da single, frigo da single… letto doppio…. Ci amiamo questa volta, sesso attento a non perdere un momento di godimento, lento riflessivo prolungato dolce potrei vivere e morire dentro di lei, lo faccio…
mentre ancora ansimo sudato, mi sembra una fortuna immensa provare tutte queste emozioni in una notte, non mi sento un fattone che sta bruciando la sua vita, ci sentiamo semplicemente due anime pure che si sono godute la notte.
Lei si addormenta, io no fra mezz’ora inizia il mio carnevale quotidiano, travestirsi mettersi una faccia un orologio ed un vestito rispettabile, infilarsi nella tangenziale della vita, inquinata grigia piena di cafoni. Ma ho un sentimento diverso niente sonno niente stanchezza e depressione solamente noia e fastidio.
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Giaccio sul letto, il suo respiro si normalizza, ogni tanto le vengono brividi di freddo, che tenerezza!
E’ normale con tutto quello che corre nelle nostre vene stamattina, una buona dormita un paio di the e starà meglio di prima.
Io invece bene non sto, e per pensare di distrarmi il the me lo dovrei versare bollente addosso, oggi non arriva rassegnazione e noia che normalmente subentra ogni mattina e che mesto mi costringe a un modo che non mi appartiene, sono inquieto.
La metà del mio cervello, quella razionale, quella che la mattina dopo notti di bagordi ed eccessi riprendeva il sopravvento, stamattina finalmente si è data malata, forse le droghe che ho ingurgitato hanno selettivamente ucciso neuroni e sinapsi che le permettevano di prendere il sopravvento.
Arriva invece l’intolleranza, forza, rabbia rossa, follia lucida.
Decido, mi vesto anche meglio del solito, metto su la maschera,
.Chiavi casco portafogli gesti automatici abitudinari (qualcosa è rimasto) in un attimo inforco il bolide, giro chiave polso destro e via verso la fine di questa oscenità….Arrivo nel posto mostruoso, porte cancelli che delimitano la razza di schiavo che sei, clima finto, tanti finti buongiorno… l’ipocrisia inizia dal mattino….che abitudine del cazzo darsi del buongiorno quando sappiamo tutti che davanti attende una giornata orrida.
Poi ci sono quelli che ti salutano solo se sei vestito bene, tipico.. “i pezzi grossi” (di merda), solamente quando sei in giacca e cravatta, contrariamente fanno finta di non vedere, sebbene il giorno prima fossi nel loro ufficio a discutere su come salvare le sorti del business del panino ipercalorico, dell’assorbente con le ali, del ferro da stiro intelligente, dello yogurt che fa cagare o della pillola che te lo fa venire duro.Che schifo, il tutto mi risulta particolarmente aberrante, non capisco come possa avere sopportato in questi anni, adesso mi sembra così chiaro così forte, non arrivo ad immaginare un alternativa, un secondo di più passato in questo inferno.
Mai nella mia mente c’è stata tanta lucida determinazione, tanta chiarezza, realizzo che l’acido alisergico della notte, ha offeso, spero definitivamente, quella parte del mio cervello che mi donava capacità di sopportazione e tolleranza. La parte offesa è la metà idiota del mio essere, quello cresciuto con il pane delle convenzioni sociali.
Arrivo entro nel suo ufficio risulto bello come il sole in giacca e cravatta.Lei, il mio capo (lo dico sempre con un certo sarcasmo, mi sembra assurdo che qualcuno possa essere il capo di qualcun altro) è una grassa carampana, ancora in età da riproduzione, anche se indecifrabile fra i 25 e 50, solo il carbonio 13 potrebbe rivelare la verità.. Mi riceve sempre volentieri quando la mattina condiscendo ai suoi canoni estetici, probabilmente le fornisco immaginario erotico per il discorso a uno con il suo sesso nella serata.
Decido di giocare sull’effetto sorpresa.
Entro senza chiedere permesso mi seggo,la guardo e penso…
-che tipo di mutande può portare una donna del genere, come fa a dire al commesso:
“mi dia una sesta ?”
Più probabile le compra al supermercato e sceglie per pagare la fila con la cassiera, magari un po’ abbondante (evitando accuratamente i maschi in età riproduttiva), che abbia compassione e misericordia dettata dal naturale spirito di solidarietà umana,
oppure manda un indiana qualunque fra quelle che gli puliscono casa, fanno la spesa, scopano il marito e/o il figlio etc…non so.
Mentre penso a tutto questo seduto davanti a lei, in silenzio, separati da un tavolo di cristallo con bei piedi in acciaio cromato e lucido, che vale tre miei stipendi, tavolo che separa fisicamente i nostri spazi ultimo baluardo convenzionale della sua supposta superiorità, che mai si è ripagato così bene il suo costo immorale.
Guardo i suoi occhi a palla inespressivi a metà fra un rospo velenoso del Madagascar e l’orata di allevamento Esselunga senza banco del pesce la domenica sera.
Più rimango in silenzio più la sua faccia diventa un punto interrogativo mi diverte, aspetto che inizi a parlare…Finalmente dopo un silenzio imbarazzante lei mi dice:
“Buongiorno, a cosa devo la visita ?”
penso almeno a lei le farò togliere il vizio di dire quella cazzo di parola
“Buongiorno una sega, fra dieci minuti me ne vado…”
Sorriso stupido…un po’ spiazzata dall’immediato turpiloquio…
“in che senso ?”
“ Mi faccia, anzi fammi, penso sia giunto il momento di mandare a cacare queste cazzate formali, un rapido elenco di quanti sensi conosci nelle parole ME NE VADO…, la tua idiozia a volte mi risulta offensiva…”
lei sorride questa volta impaurita dal turpiloquio, gocce di sudore le bagnano la fronte, sento la puzza della sua paura come animale in caccia, se avesse un tasto sotto il tavolo come nei film Americani per chiamare il cattivo che mi butta fuori facendomi rotolare con un calcione, lo avrebbe già schiacciato, ma il tasto non c’è, la stanza dei bottoni è mia.
E’ incredibile come si rivoltino le parti, quando in un attimo vengono sconvolti i giochi di ruolo, quando si ritorna sul piano personale, due persone una davanti all’altra senza etichetta senza obblighi, in questo campo sono infallibile la mia logica è animale e assassina.“
Guarda mi stai prendendo un po’ alla sprovvista, mi dovresti dare il tempo di rimpiazzarti delle procedure dei flussi che devi rispettare anche degli obblighi legali…….”
“Scusa se ti interrompo….ma non voglio perdere le sfumature delle tue ultime parole che ascolterò… -IO devo darti tempo di rimpiazzarti- mhhhh, per cosa per gratitudine ? Non ne ho nei confronti di Dio, figurati per altri suini”
…chissà se ha capito…
“per quanto riguarda gli obblighi legali se stai facendo una velata minaccia sui soldi del preavviso, ho ben due risposte, vuoi sapere la risposta A o la B “……
”che vuol dire ?”
“Non avevo dubbi sulla tua arguzia, la risposta A è sbattitela in culo la tua elemosina di merda….”
“la risposta B è: te lo sbatto io nel culo, se parli di procedure legali ho un paio di hard disk pieni di fatture posticipate, di straordinari fatti, ma non pagati sebbene richiesti, di coercizioni non proprio legali su ferie e politiche di gestione delle persone, poi fammi pensare….ah si fatture pagate di fornitori vostri amici che in realtà non hanno fatto un cazzo…..temo non ti convenga proprio fare la Di-Pietro di Milano fiori, perché finisci con il culo per aria, o forse ci finisci in ogni caso non so…”
Impallidisce “MA……”
A questo punto io mi sento ebbro di potere, la tengo per la collottola come bestia già svenuta, devo solamente decidere se continuare a stingere la morsa e scuotere per finirla, o lasciarla andare per terra tramortita….ripenso 7 anni, 378 settimane, 2555 giorni, stringo la collottola mi fermerò giusto prima di spezzarle il collo…forse… “guarda proprio perché sono una persona profondamente buona, prima di decidere quale sarà il soldo per ringraziarti di questi anni di pregevole collaborazione, che in questo momento potrebbe passare dalla violenza fisica, ad una denuncia per frode, ad un semplice -me ne vado lasciandoti su un tavolo piangente- ti do ben tre possibilità per influenzarmi e ben predispormi”
§Lei….“penso sia il caso di riflettere insieme”
“continua mi piace la parola riflettere, chissà cosa significa per te….”
“posso provare a spingere per una controproposta economica….”
“ok ti sei giocata la prima possibilità, fallita, mi hai offeso non stai riflettendo. devi pensare come me…i tuoi soldi le tue macchine mi fanno schifo….”
le squilla il telefono, lo prendo lo lancio via dalla finestra che bel rumore che fa quando solca l’aria, lei a questo punto è terrorizzata…
“Brutta vacca , devi cambiare campo di battaglia, stai cercando di allontanare con il ddt un boeing che si sta schiantando sulla tua torre….” sono veramente un bravo ragazzo a darle una mano per capire…“Non so se mi sono spiegato bene, qui non si tratta del fatto che mi debba o meno convincere a rimanere in questo luogo inutile, ma che ti sono rimaste due possibilità per farmene andare sena rovinarti, sai che lo posso fare, il tuo primo patetico fallimento ha allontanato la voglia di violenza fisica, mi farebbe schifo toccarti, certo potrei sempre usare un oggetto contundente, ed evitare il contatto fisico, come il tuo portatile ad esempio, hai mai pensato che un portatile potrebbe uccidere?
Pesa cinque chili ha delle punte abbastanza spigolose da poter aprire in due una scatola cranica, e sai che io ho abbastanza forza per farlo, dopo il primo colpo sverresti per la violenza della botta, e non potresti opporre più resistenza, anche se incoscientemente sentiresti il dolore degli altri colpi che uno dopo l’altro si ostinano nello stesso punto finendo di frantumare l’osso, fin quando il sangue umido caldo che sgorga e cola per il collo dona eterno riposo…ti rimangono due tentativi dunque…”Vedo la sua faccia atterrita, vedo le prime lacrime di paura e disperazione sgorgare dai suoi occhi pallati ….
“Guarda…mi spiace se il mio modo di fare ti ha ferito…
” interrompo nuovamente,“ Il tuo modo di fare non mi ha ferito, mi ha reso più forte, ma mi spiace ti sei giocata un altro tentativo… e la tua compassione mi ha fatto di nuovo incazzare”
…inizio ad aprire e chiudere lo schermo del suo laptop, impulso nervoso come una specie di tic, produco un rumore un po’ ossessivo che associato alle parole di prima causano in lei una reazione di disperazione cieca, quelle che prima erano lacrime lente trattenute dall’ultimo barlume di dignità, diventano fiumi copiosi su un faccione dalle dimensioni di un pane di campagna.Io decido di non lasciarle nemmeno il terzo tentativo…le dico…
“Guarda facciamo così, io adesso ti do questa stupida lettera, vado a casa ne preparerò un’altra accompagnata da una serie di pezze d’appoggio che testimoniano tutte le porcherie che in questi anni, ti sei pregiata di compiere, dalle fatture truccate agli straordinari non pagati, fra un eccesso e l’altro di benessere al colesterolo, …domani tu farai la stessa cosa, darai tu le dimissioni, e ti leverai dalle palle.
Sempre meglio che essere licenziati per giusta causa, almeno ti becchi la liquidazione, farò una telefonata per vedere se effettivamente hai fatto…se no mando tutto ad un paio di sindacalisti e di avvocati del lavoro…
”Mi alzo me ne vado, sento il maiale singhiozzare alle mie spalle, mai stato così bene, infilo la porta la lascio aperta, dovrà scomodare il culone per chiudersi nella sua vergogna.
Questo posto resterà una fogna pieno di stronzi, uno in più uno in meno non fa la differenza, ma io non campo per fare inutili battaglie contro una società stratificata nei secoli di ingiustizia e falsità, ci sono schiere di soldatini dal cervello di latta pronti a prendere il suo posto, è stato solo un modo di godere di una personalissima estemporanea vendetta (chi l’ha detto che va gustata fredda?), me la vedo domani nel suo letto con gli occhi più pallati del solito da sonno inquieto, prima della quotidiana perversione, appena sveglia realizzare che è successo veramente, approntarsi a svolgere un ingrato compito, varcare la soglia del suo ufficio con una busta pesante che cambierà la sua vita, mi ricorda qualcuno.
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Raramente trovato che mi descrivesse così bene..mi chiedo solo una cosa come sapeva chi gli ha detto dell’autostrada ?
“SONO FATTO COSI’
Sono un essere umano così poco benvoluto.
Sarei dovuto nascere rana,
o forse qualcosa più in alto
sul tronco di una betulla:
un picchio dalla testa rossa ?
uno scoiattolo con la coda a pennello ?
Sono fuori posto dappertutto.
Nei caffè nei ristoranti,
dico cose a strane a camerieri e cameriere,
non cose orribili,
solo un po’ frivolee non molto appropriate.
A me fa ridere a tutti gli altri no
Specie alla signora che è con me:
“mi fai vergognare davanti a tutti “
Anche in autostrada sembro fuori luogo.
Rallento per consentire a quelli che cambiano corsia
Di infilarsi davanti a me.
L’ho fatto una volta mentre ero in auto con una giovane donna
Lei è scoppiata in una risata di scherno:“ma non sei obbligato a farlo” Spesso mi sento perso di fronte ad un emergenza.
Una volta un vecchio vicino a me è inciampato ed è caduto.
Io l’ho fissato e basta.
Altri sono arrivati di corsa ad aiutarlo
(pare che io non sia mai in sincrono con il resto dell’umanità)
Ma la mia prima reazione è stata
che se io fossi stato quel vecchio
Non avrei voluto nessuno che mi toccasse o cercasse di aiutarmi
Sarei dovuto essere elefante solitario o lucertola bruciata al sole.
Ad esempio, un amico indica una donna e dice :
“Dio quanto è bella !”
E io la guardo in faccia
e vedo una determinazione una minaccia così grande
che mi chiedo perché gli dei non le mettono addosso un cartello di pericolocon scritto
“Attenti a questa qui a meno che non desideriate di morire di morte lenta”
Ad esempio io non dormo con gran parte della gente ad orari regolari.
Questo ha provocato parecchi guai nei miei rapporti.
D’improvviso diciamo alle tre dopo pranzo,
un pomeriggio qualsiasimagari mi spoglio salto sul letto e dichiaro.
“adesso dormo”
Lo faccio perché mi va di dormire mi piace credere di avere il diritto a questa libertà animale.
Eppure alcune donne di quelle che ho conosciuto,
l’hanno trovato fastidioso egoista e alla fine mi hanno lasciato per quello
(ma mi avrebbero lasciato comunque Per qualche altra ragione ,e se no le avrei lasciate io).
È triste maIo non vado d’accordo quasi con nessuno di quelli che conosco
la maggior parte dei film fa schifoe la televisione è anche peggio
non c’è niente di più repellenteche chiacchierare sul nulla.
La conquista dello spazio mi annoia
E trovo roba più interessante sul giornale
Che in tutta la letteratura di tutti i secoli.
Contento di star solo Sto qui alle tre di mattina a tagliarmi
Le unghia dei piedi
E penso al mio filosofo preferitoChe ha detto:
“ sono braccio di ferro il marinaio
E vivo in un lerciaio
Mi piace nuotare forte Con le donne dalla gambe storte
Dalle gambe storte
E son fatto cosìSon fatto così.”
Prendi e porta a casa”
C. BUCOSKY
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“Ciechi conducono i ciechi. Questa è la democrazia”
H. Miller
”Tutte quelle romanticherie i tramonti il mare sono sempre li, sono io che spesso manco”
V. Caposella
“L’unica radice che ho mi fa male”
A. Merini
“Il politico è come la donna frigida, per piacere deve fingere”
R. Gervaso
“la democrazia sostituisce l’elezione da parte di molti incompetenti, all’incarico affidato da pochi corrotti”
G.B. Shaw
“La bomba atomica…se solo l’avessi saputo avrei fatto l’orologiaio”
A. Einstein
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Quanta violenza, mancanza di grazia e intelligenza ogni giorno in giro,
ferocia inutile da animale stupido.
Negli anni ho perso la voglia di aggredire lasciando morti per terra schiumanti di sangue,
non per vigliaccheria ma per stanchezza.
Solo luccicante libertà,
immodesta consapevolezza di diversità
rende la vita splendida giostra
Oggi uccido con due spallucce e un sorriso.